
Bologna, 28 giu. – È scomparso ieri, all’età di 89 anni, Luigi Pedrazzi. Una delle voci più influenti del pensiero politico cattolico progressista, tra i fondatori della rivista Il Mulino, con Walter Vitali divenne il primo vicesindaco non comunista di Bologna. “Un uomo che fu dentro la storia in anni importantissimi, che unì l’esperienza di fede cristiana ai temi sociali. E in questo c’era una grande vicinanza ai temi del comunismo“, ha ricordato questa mattina ai microfoni di Radio Città del Capo Amelia Frascaroli, consigliera comunale e presidente del Gruppo Consiliare ‘Città Comune con Amelia’.
Per anni consigliere comunale, dossettiano, nel 1974 fu tra gli esponenti di «Cattolici per il no», coloro che votarono per il mantenimento del divorzio al referendum, di cui faceva parte anche Romano Prodi, che lo definì “l’ulivicoltore bolognese”. Negli anni Settanta si allontanò dalla politica diretta per poi, alla nascita dell’Ulivo nel 1995, accettare l’incarico di vicesindaco da Walter Vitali dei Democratici di Sinistra.
La carriera di Pedrazzi non si esaurisce nell’impegno politico. Nei primissimi anni del dopoguerra, insieme a un gruppo di giovani appena usciti dal Liceo Galvani, trovò le risorse per far partire la rivista e associazione Il Mulino. “Era un cattolico che dialogava”, ha spiegato Bruno Simili, vice direttore del Mulino. “Ebbe una grandissima apertura nei confronti di tutta la scena politica italiana, pur essendo sempre rimasto fedele ai suoi principi. Questo è il messaggio che ci ha lasciato e che ci ha guidato nella sua vita, accompagnato da una straordinaria curiosità”.
I funerali del politologo si svolgeranno sabato prossimo, 1 luglio, alle 11 nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, in via della Dozza a Bologna. La camera ardente sara’ aperta a Crevalcore domani, giovedì 29 giugno, dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 19, e venerdì dalle 9 alle 12. La salma arriverà poi nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, dove sarà possibile renderle omaggio dalle 17.30 alle 21. Giovedì sera alle 20.30 nella chiesa di Crevalcore è in programma anche un momento di preghiera per ricordare Pedrazzi.
Con la sua scomparsa, afferma il sindaco Virginio Merola in una nota, “Bologna perde un punto di riferimento umano, culturale e politico. Da ieri sera ci sentiamo più soli. La storia di Luigi Pedrazzi ci parla di tante cose: Il Mulino, certo; il suo grande contributo a tutta la città come vicesindaco. Ma soprattutto il valore di un uomo che ha saputo sempre indicarci la direzione giusta. Gli avevamo attribuito l’Archiginnasio d’oro nel 2014 nella convinzione profonda che lui è stato uomo del dialogo. Una capacità che in questi tempi confusi sarebbe preziosa e che tuttavia sembra smarrita”. Secondo il governatore Stefano Bonaccini, “ci ha lasciato un uomo di straordinaria cultura, di impegno sociale e di squisita affabilità umana. Un’intelligenza viva e curiosa, sempre pronta ad aprirsi, a comprendere e a confrontarsi, soprattutto con le nuove generazioni. Un cattolico di profonda fede ma laico nell’impegno e nell’attenzione verso tutti, verso il bene comune”.

