Sul bimbo morto in piazza Cancellieri sta sulla difensiva: “epilogo di una storia triste”

10 gen. – I servizi sociali del Comune conoscevano la famiglia di Devid Berghi, il bimbo di circa venti giorni raccolto la mattina del 4 gennaio in piazza Maggiore con la febbre alta e ricoverato d’urgenza al policlinico Sant’Orsola nel reparto di Pediatria dove è morto il giorno dopo. I genitori dei due bambini, nati prematuri poco prima di Natale, pare vagassero da giorni nel centro di Bologna cercando di trovare riparo dal freddo in Sala Borsa“La famiglia era stata intercettata dal servizio mobile negli ultimi giorni dell’anno– racconta Monica Brandoli del Settore sociale del Comune di Bologna- e il 31 dicembre erano a cena nella struttura di via Capo di Lucca: è stato loro offerto un posto per dormire, ma hanno riferito di avere una casa”.

“Questo è l’epilogo di una storia tristissima”. ha detto nel pomeriggio Anna Maria Cancellieri. Il Commissario prefettizio ha atteso tutto il pomeriggio prima di rispondere sull’accaduto, spiegando nel dettaglio quali sono stati i tempi e le modalità del contatto tra i servizi sociali del Comune e la donna. Durante la conferenza stampa che ha concluso la riunione fiume con i vertici dei servizi sociali comunali, ha aggiunto: “Questa povera donna è una persona che certamente ha un bisogno disperato d’aiuto, che non vuole e non ha voluto fino all’ultimo”.
Resta tuttavia da capire se chi aveva il compito di tutelare i minori, facendo eventualmente intervenire l’autorità giudiziaria, abbia compreso la gravità della situazione o se vi siano state sottovalutazioni e difficoltà burocratiche.

La madre di Devid, secondo quanto ricostruito dai servizi sociali, è una bolognese di 37 anni, che “era nota ai servizi dal 2001, all’epoca della nascita del primo figlio”. I primi due figli della donna sono stati dati in affido ad altre famiglie poichè lei non era stata ritenuta in grado di occuparsene. Nel 2009 la situazione della donna sembrava essere migliorata: rimasta incinta della terza figlia, si era sposata e insieme al marito aveva fissato la residenza in un appartamento in affitto in via delle Tovaglie. Questo almeno sulla carta, la donna infatti è poi rimasta incinta dei due gemelli, avuti da un’altra relazione, e non ha voluto informare i servizi sociali. Quando i bambini, nati prematuri il 13 dicembre, sono stati dimessi dal Sant’Orsola il 29 ha detto no per due volte alle offerte di assistenza: “Una casa ce l’abbiamo” avrebbe risposto la donna. Nella mattinata di oggi si sono svolti i funerali del piccolo. Prima di restituire il corpo alla famiglia, il Policlinico ha effettuato l’autopsia in via amminstrativa. Ora il gemello di Devid e la sorellina si trovano in una struttura protetta.

Il pomeriggio di martedì 4 gennaio faceva freddo in città. Intorno alle 15.20, i dipendenti della Farmacia Comunale centrale hanno visto del movimento davanti all’ingresso. “C’è un bambino piccolo che sta male” avrebbe detto un passante. Il farmacista, uscendo, ha visto un uomo, il padre, in preda alla disperazione che teneva in braccio il piccolo Devid. Attorno c’erano la madre in lacrime e altre persone. “Sembrava morto – ha detto il farmacista – non aveva reazioni”. “Era un bambino di bellissima presenza. Dignitosamente vestito”, ha aggiunto.
Ascolta la testimonianza del farmacista farmacista_10genn2011_sito
L’ambulanza, chiamata forse da un passante, ha tardato poco ad arrivare e ha caricato subito il bambino.

La Procura ha aperto un’inchiesta, per ora senza indagati e senza ipotesi di reato. Verrà acquisita la documentazione, sia quella ospedaliera che quella dei servizi sociali, e si cercherà di capire cosa è successo. L’inchiesta è nelle mani del Pm Alessandra Serra.

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