10 dic. – La Regione fa il punto della situazione su raccolta e smaltimento dei rifiuti in occasione del rinnovo dell’accordo con Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi che si occupa del recupero e il riutilizzo dei materiali raccolti.
Per la prima volta nell’ultimo decennio, il rapporto redatto da Regione e Arpa registra una diminuzione della produzione dei rifiuti, un dato positivo anche se influenzato dalla diminuzione dei consumi causata dalla crisi. Di questi rifiuti, in media il 47% va nella raccolta differenziata, ma la quantità cambia molto tra le varie province: a Parma arriva al 54,3%, mentre Bologna si ferma al 39,2%. Secondo l’assessore regionale all’ambiente, Sabrina Freda, la causa della bassa percentuale del capoluogo è la difficolta di fare la raccolta “porta a porta“, mentre per il direttore tecnico di Arpa, Vito Belladonna c’è anche la mancanza in città di un sistema unico di recupero: ogni quartiere ha un suo metodo ed il centro storico resta il punto più “problematico”.
Di contro a questo record negativo, quella di Bologna è la provincia che produce meno rifiuti pro-capite, 571 Kg per abitante, mentre in media in regione ogni persona getta 682 Kg di immondizia. Su questo fronte la “maglia nera” spetta alle province costiere di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, che risentono della popolazione turistica nei mesi estivi.
L’Emilia Romagna, secondo i dati Arpa, è totalmente autosufficiente nello smaltimento dei rifiuti, potendo contare su 10 impianti di trattamento meccanico-biologico, 8 inceneritori con recupero energetico e 22 discariche controllate.

