Paganini non ripete, il Bologna rigenerato dalla gestione Colomba invece ama concedersi il bis.
Dopo la straordinaria partita di Genova stende anche il Napoli con la premiata coppia Adailton – Zalayeta.
Neanche il tempo di prendere le misure e il Bologna passa in vantaggio: su un tiro di Buscè zampata in area piccola del panteron che sigla il gol dell’ex. Passano poco più di cinque minuti e arriva il raddoppio. Punizione dai 35 metri di Adailton che tira in porta: finte, lisci e rimbalzi, De Sanctis vede il pallone entrargli in rete senza intervenire. Sembra una passeggiata, invece il Napoli al 15° riapre la partita. Una svirgolata di Pazienza diventa un passaggio per Lavezzi che rimette in mezzo, Buscè è distratto e Rinaudo insacca di testa.
Il tempo si chiude col Napoli in avanti e il Bologna a controllare e ripartire.
La ripresa è un corpo a corpo: Mazzarri schiera un Napoli tutto in avanti per cercare il pari e il Bologna risponde ripartendo sempre per chiudere i conti. Viviano salva due volte il risultato su tiri a botta sicura di Quagliarella e Hamsik, ma il Bologna cerca sempre il colpo del ko, e crea in contropiede occasioni su occasioni, soprattutto con Gimenez che, subentrato ad Adailton, si invola più volte in zona gol. Finale pirotecnico: il Napoli da parte sua manca il pareggio su tiro insidiosissimo di Cigarini che non incontra nè la deviazione di Denis nè la ribattuta di Quagliarella.
Sull’altro fronte c’è il tempo per Succi per mangiarsi il 3 a 1, mentre nel recupero Gimenez va via a De Sanctis spintosi a centrocampo per cercare gloria, la porta sarebbe vuota ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco.
Finisce 2 a 1, Bologna a 34 punti con 11 punti dalla terz’ultima. La salvezza è a ormai a un passo, ma soprattutto alla squadra ormai è passata la paura e da prova di giocarla alla pari (quasi) con tutti.
Visti dalla tribuna:
Viviano. Un po’ sorpreso sul gol di Rinaudo. Nella ripresa compie un paio di interventi che valgono un gol.
Lanna. Impeccabile
Portanova. Se la vede con attaccanti di peso e di velocità, ma non fa una piega.
Britos. Ottimo, pecca ormai solo di qualche piccola ingenuità che si supera con l’esperienza.
Raggi. Inizia un po’ sotto tono, poi cresce e si impone.
Buscè. Sempre utilissimo: crea le premesse del primo gol, unico neo la disattenzione sul gol di Rinaudo.
Mudingayi. Tiene in piedi il centrocampo, rientra sugli avversari e ripropone l’azione. Per noi il migliore in campo.
Guana. A voler essere pignoli si può dire che, pur nella sufficenza, non è la sua miglior partita.
Modesto. Rientra dall’infortunio e fa bene nel primo tempo, poi cala alla distanza. Viene sostituito da un buon Mingazzini.
Adailton. Il brasiliano è in un momento magico e timbra ancora. E’ convinto, e complice un De Sanctis incerto ci prova sempre. A metà ripresa gli subentra Gimenez: l’uruguagio è scatenato, salta uomini come birilli, rifinisce per Succi e viene fermato davanti a De Sanctis (dopo aver sradicato una palla a Cannavaro) per un fallo inesistente.
Zalayeta. Il Panteron è imprescindibile: ancheggia come una modella ma la zampata c’è e lascia il segno. Nel finale ha le pile scariche e gli subentra Succi. Il ragazzo ha troppa ansia di prestazione e si mangia un gol. Deve stare più tranquillo.

