Bologna, 18 feb. – Nuova occupazione abitativa a Bologna. Protagonisti gli attivisti del centro sociale Làbas, che questa mattina hanno occupato una palazzina in via Solferino 42. “Con noi nel palazzo sono entrate una ventina di persone di diverse nazionalità”. Tra di loro anche migranti, richiedenti asilo e minori.
L’edificio è di proprietà dell’Istituto dei ciechi Cavazza, riferiscono gli occupanti, che stamattina hanno registrato la disponibilità di un confronto. “I vicini ci hanno detto che è vuoto da circa cinque anni”, spiega Cecilia Muraro di Làbas. Fino a sabato si daranno da fare per rendere abitabili almeno 5 dei 10 appartamenti disposti fra il piano terra e altri due piani, destinati a una ventina di persone fra quelle che si sono rivolte allo sportello per il diritto all’abitare Adl cobas. Oltre a dare una casa a tutti, Làbas punta a riaprire il confronto politico con l’amministrazione cittadina, “dopo il fallimento del protocollo sull’emergenza casa”.
Sabato 21 è prevista una merenda dentro l’edificio per fare conoscenza col vicinato, mentre domenica 22 ci sarà un pranzo sociale.
Sono circa una settantina le persone che abitano nei luoghi occupati da Làbas in città, ovvero l’ex caserma Masini e “villa Adelante” in viale Aldini.
















