A Bologna la Torah più antica del mondo

torah bologna 1Bologna, 19 set. – La Torah più antica del mondo sarà esposta al pubblico. L’Alma Mater di Bologna e la sua Biblioteca universitaria (Bub) mettono in mostra il loro pezzo pregiato, l’unico rotolo completo del Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) esistente al mondo in ottime condizioni, datato tra la metà del XII secolo e l’inizio del XIII.

Il manoscritto ebraico sarà esposto domenica 28 settembre, nell’aula magna Santa Lucia a Bologna, dalle 10 alle 18, per la chiusura della rassegna “Sul tempo” organizzata dal Cortile dei Gentili e Alma Mater. Sarà accompagnato da un’installazione video e da un monitor touchscreen che ne permetterà la consultazione (il rotolo èstato interamente digitalizzato). Saranno presenti, per l’occasione, insieme al rettore Ivano Dionigi, anche il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, e il rabbino capo di Bologna, Alberto Sermoneta. Invitato anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Il rotolo di Torah era stato scoperto (o meglio ri-scoperto) l’anno scorso, nei magazzini della Biblioteca universitaria. Catalogato in modo sbagliato a fine ‘800 come risalente ad appena due secoli prima, grazie all’intuizione del professor Mauro Perani, ordinario di Ebraico al Dipartimento di Beni culturali dell’Ateneo felsineo (sede di Ravenna), e del suo collaborarore Giacomo Corazzol, il manoscritto ebraico è stato ”riconosciuto” come molto più antico e ridatato grazie alle analisi al carbonio 14. Rimaneva però il mistero intorno alle sue origini, un ”giallo” che è stato svelato adesso, come pubblicato sulla rivista “Quaderni di storia” diretta da Luciano Canfora.

Lo stesso Perani, insieme a Dionigi e alla direttrice della Bub, Biancastella Antonino, hanno presentato alla stampa i risultati di un anno di ricerche. Una serie di indagini fatte dalla responsabile del Settore manoscritti della biblioteca, Rita De Tata, seguite da ulteriori analisi scientifiche, hanno permesso di stabilire con sicurezza che il cosiddetto “Rotulo 2″ della Bub e” lo stesso che per secoli i domenicani di Bologna hanno conservato fra le loro reliquie più preziose, ritenendolo addirittura autografo di Esdra (cosa oggi ritenuta impossibile dagli studiosi). Alla mano del profeta lo attribuiva una scritta, cucita a mano a metà del documento, secondo la quale la Torah era stata regalata dagli ebrei ad Aimerico Giliani da Piacenza, maestro generale dell’Ordine domenicano dal 1304 al 1311. Nel XVI secolo divenne un”attrazione per studiosi e viaggiatori da tutto il mondo, tanto che Napoleone se lo portò a Parigi. Tornò dalla Francia nel 1815, con la Restaurazione, conservato alla Biblioteca universitaria (allora pontificia), integro ma senza più la scritta cucita che spiegava la donazione ai domenicani.

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E proprio da questa mancanza si generò lo “scambio fatale”, come lo definisce Antonino. Nell’800, infatti, la Torah fu catalogata male e un altro rotolo, sempre in possesso della Bub, fu identificato come il manoscritto di Esdra perché monco della prima meta”. In realtà  questo secondo rotolo di Torah era stato donato alla biblioteca da papa Lambertini nel ‘700: era già parziale e non si era mai allontanato da Bologna. Il rotolo integro (36 metri in morbida pelle di vitello e scritto con inchiostro al carbone) fu quindi archiviato male e dimenticato, fino ai nostri giorni quando Biblioteca e Ateneo si sono ritrovati in casa un tesoro dal valore inestimabile (fonte Dire).

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