Bologna in cambio di Lombardia e Lazio?

5 mar. – Un’altra lunga e complessa giornata si sta svolgendo a Roma, nel tentativo di Pdl e Lega di sbrogliare il caos delle liste per le regionali in Lombardia e Lazio. Sul tavolo della trattiva con il Pd, il centro destra avrebbe messo la possibilità di votare a Bologna prima dell’estate. Ma il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha detto no.

L’ipotesi era stata fatta circolare ieri da un anonimo deputato Pdl: se ci fosse stato l’accordo di tutte le parti ci sarebbe stato il tempo di varare in pochi giorni un disegno di legge che avrebbe potuto far slittare di due mesi le regionali, includendo nelle stesse date il voto amministrativo per Bologna. Merce di scambio con l’opposizione anche l’abolizione del regolamento della par condicio in Rai.

Ma per il Pd la strada non è percorribile. E a chiuderla sono state le parole di Pierluigi Bersani, segretario nazionale del Pd: “Non esitono accordi taciti con il Pdl”. Tutte le dichiarazioni dei rappresentanti del Pd e Idv locali sono andate nella stessa direzione. Se Bologna doveva aspettare perché la legge andava rispettata, allora deve essere così anche per Lombardia e Lazio.

Oggi pomeriggio è previsto un Consiglio dei Ministri, che arriva dopo il no del Presidente della Repubblica Napolitano ad un decreto legge, chiesto ieri sera da Silvio Berlusconi.

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