Bologna. Il consiglio comunale: stop agli appalti al massimo ribasso

Bologna, 2 mar. – Il Consiglio comunale di Bologna invita il sindaco e la Giunta a “non emettere bandi di gara ad evidenza pubblica con il criterio del massimo ribasso e a non assegnare lavori tramite procedure negoziate che prevedono offerte anomale al ribasso delle imprese selezionate”. E’ la posizione che l’aula di Palazzo D’Accursio ha assunto oggi approvando all’unanimità un ordine del giorno promosso da Massimo Bugani (M5s) e poi modificato grazie ad alcuni emendamenti. Il Consiglio, inoltre, invita l’amministrazione a “limitare il più possibile il ricorso alle varianti in corso d’opera che si traducono in costi aggiuntivi” e, infine, a “dare centralità alla qualità per migliorare l’efficienza e valorizzare gli aspetti ambientali, sociali e a favore della qualità dell’esecuzione dell’appalto”.

Tutto questo considerando che a Bologna “sono stati assegnati alcuni lavori seguendo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa con il rischio di forzature al massimo ribasso- recita l’odg- a volte con una gara aperta e altre volte attraverso una cosiddetta ”procedura negoziata” in cui si invitano alcune imprese selezionate a presentare offerte”. Vista l’unanimità raggiunta, Bugani ringrazia tutte le forze politiche “per l’attenzione su questo tema e per il risultato finale che abbiamo ottenuto”. Da parte del capogruppo grillino, però alla “soddisfazione totale” per l’odg si affianca la necessità di far “seguire azioni concrete, che servano ad arginare un fenomeno in grande espansione sul nostro territorio”. Il documento discusso oggi affronta “un tema molto significativo”, aggiunge Francesco Critelli, segretario del Pd bolognese: “E’ uno dei punti su cui occorrerrà concentrarsi maggiormente nel corso delle prossime settimane”. Su queste tematiche, intanto, interviene anche il segretario della Cgil, Maurizio Lunghi: la volontà di affrontare l’argomento “consente di invertire la grave tendenza, in atto da troppi anni, di utilizzare gli appalti come leva per ridurre o aggirare i costi del lavoro”. Dunque “era ora”, commenta Lunghi, sottolineando che intervenire sul nodo appalti è anche “la migliore risposta al fenomeno delle infiltrazioni mafiose”. Il sindacato ribadisce questi concetti da tempo e, ora, “finalmente le grandi committenti pubbliche stanno cogliendo questo tema”.

Il Comune, nel caso specifico, “può e deve dare l’esempio, partendo dall’ultimo accordo in materia che è quello del 2005, valutando cosa ha funzionato e cosa no- scrive il segretario- aprendo un confronto con le forze sociali con l’obiettivo di fermare il fenomeno della competizione al massimo ribasso spesso foriero di intrecci illegali”. Persino il Papa “è intervenuto sul tema, dall’assise della Confcooperative nazionale di ieri”, aggiunge Lunghi, sottolineando il rischio di “perdere i sani principi etici originari, a causa del fenomeno delle finte cooperative. Ma mi pare si possa dire che il monito è per tutti, Governo compreso”. Sempre oggi, intanto, il Consiglio ha approvato (anche in questo caso promosso da Bugani e passato all’unanimita”) un ordine del giorno che impegna la Giunta a “richiedere, previo accordo con Procura e magistratura, a titolo cautelativo e a garanzia dell’incolumità dei cittadini- recita il documento- che vengano immediatamente eseguiti dei carotaggi e delle rilevazioni nei terreni sottostanti le opere” a cui ha partecipato l’azienda Bianchini, “indagata nella maxi operazione Aemilia perché sospettata di aver sotterrato rifiuti tossici e altamente nocivi in alcuni cantieri in Emilia-Romagna”. La settimana scorsa, in commissione, l’assessore all’Ambiente di Palazzo D’Accursio, Patrizia Gabellini, aveva spiegato che il Comune sta facendo la lista dei suoi cantieri in cui ha operato la Bianchini: questo in vista di possibili controlli sui terreni e anche per “essere pronti se la magistratura dovesse chiedere qualche chiarimento” (agenzia Dire)

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