25 nov. – Un giro di fidejussioni false, create a tavolino e messe in circolazione come vere, con tanto di nominativi di reali funzionari bancari all’oscuro di tutto. E’ questa l’ipotesi su cui stanno lavorando i pm di piazza Trento e Trieste nell’ambito dell’inchiesta partita dalla denuncia di Sergio Porcedda. Dopo l’interrogatorio di ieri del broker Antonio Carbone, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati un altro mediatore finanziario di origini brindisine residente in città. L’uomo è pregiudicato per reati contro il patrimonio, come Carbone.
I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, non escludono di iscrivere altre persone tre gli indagati. Durante l’interrogatorio di ieri Carbone ha fatto il nome di altri tre mediatori finanziari: su di loro si stanno muovendo gli inquirenti che devono capire il ruolo da loro ricoperto nella vicenda.

