Bologna, da città dei taglieri a città della cultura. Come cambia la percezione dei turisti

 

Bologna, 2 nov-. Chi pensa che Bologna sia solo città del cibo, si sbaglia. Dopo gli sforzi degli ultimi anni per promuovere la Bologna enogastronomica, ora si cambia passo e si lavora affinchè sia la cultura a fare da padrona, non solo nel centro storico ma allargando anche alla pianura e fino all’appennino. A lanciare una nuova immagine della città è una grande campagna di comunicazione digitale e cartacea chiamata “Promenade a Bologna” che spazia da un minisito dedicato ad una campagna tra Facebook e Google e ad un’iniziativa di co-marketing con Rayanair, per finire con un libretto cartaceo stampato in mille copie, realizzato con il supporto di APT servizi Emilia-Romagna e distribuito in tutta Italia come allegato di alcuni quotidiani, che racconta le proposte più interessanti, tra grandi mostre, palazzi storici, itinerari ed eventi.

Cambiare la percezione della città perchè cambia il turismo, non solo nei numeri. La destinazione Città metropolitana di Bologna è cresciuta nei primi otto mesi dell’anno del 12,9% ma c’è di più. Dall’ultima indagine City Branding, realizzata analizzando 64mila post (di cui 8.300 in lingua inglese) pubblicati dai turisti nel corso degli ultimi quattro mesi, emerge che solo il 4% delle conversazioni è dedicata al cibo.

 

“La gastronomia non è più uno degli argomenti maggiormente associati a Bologna e di cibo si parla sempre meno online – spiega il professore Roberto Grandi, che ha coordinato la ricerca-. Rispetto a quattro anni si parla invece molto più di mostre, eventi, musica, quindi di cultura. Inoltre Bologna viene percepita come una città in cui si può girare senza meta e quindi una città non da turismo di massa”

Sentiamo cos’ha detto questa mattina a Piper il professore Roberto Grandi

      ROBERTO GRANDI

 

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