28 nov. – La commissione Finanze della Camera ha deliberato all’unanimità che Tributi Italia “è una
società pericolosa per 139 Comuni italiani. E’ indebitata con gli enti locali per 90 milioni di euro, incassati dai contribuenti italiani e non versati a chi ne ha diritto”. Lo hanno reso noto gli ex consiglieri comunali Valerio Monteventi, Roberto Panzacchi e Serafino D’Onofrio di Bologna Città Libera, da sempre in prima linea nella battaglia contro la società di riscossione tributi ex Gestor. E ora che anche i parlamentari lanciano l’allarme (il 30 novembre la questione dovrebbe essere in esame al Ministero per l’eventuale sospensione dall’albo della società), i tre vogliono la rivincita: “Siamo stati soli e inascoltati per un anno e mezzo, mentre denunciavamo come consiglieri comunali le porcate della Gestor. Dopo una pronuncia così netta dei parlamentari, vorremmo che qualcuno pagasse, che qualche atto venisse dalla Giunta attuale e che Flavio Delbono e l’assessore Rossi prendessero le distanze dalle scelte sciagurate di Paola Bottoni, liquidando il responsabile del Settore Entrate (Mauro Cammarata, ndr) che ha coperto gli ammanchi di Tributi Italia, dal 2006 ad oggi”.
Per quanto riguarda la disastrosa gestione di Gestor a Bologna i tre consiglieri ricordano che “nonostante Gestor avesse acquisito soltanto la riscossione dei cosiddetti tributi minori, ha realizzato alcune imprese impossibili: non ha riscosso per anni i contributi dei mercati ambulanti, provocando la crescita di un debito di oltre 600.000 euro; ha incassato tributi dai bolognesi per sei milioni di euro (solo in parte recuperati) e è debitrice ancora di due milioni di euro al Comune”.

