25 gen. – I procuratori Valter Giovannini e Claudio Santangelo che seguono l’inchiesta sui conti del Bologna Calcio hanno ascoltato il presidente dimissionario Massimo Zanetti nella caserma di Bologna centro, in piazza dei Tribunali. L’argomento dell’audizione sarebbe stato il comunicato stampa in cui l’imprenditore della Segafredo ha comunicato l’abbandono della presidenza della società rossoblu.
Zanetti aveva scritto “Avendo riscontrato sia divergenze sugli aspetti finanziari sia ambigui comportamenti nell’ambiente interno ed esterno alla società, prendo atto che io ed i miei collaboratori non siamo in grado di svolgere in maniera soddisfacente quanto merita il Bologna FC”.
L’inchiesta che coinvolge la società che guida la squadra bolognese vede indagato per appropriazione indebita Sergio Porcedda che il 23 dicembre ha ceduto la società rossoblu a Zanetti. “Era necessario capire perché il dottor Zanetti era uscito dal Bologna, ma i suoi motivi non hanno incidenza sulle indagini” ha spiegato all’esterno della caserma il pm Giovannini. Ma i conti del Bologna sembrano nascondere ancora qualcosa.
Un nuovo giallo riguarda un buco da nove milioni di euro citato da Luca Baraldi in una raccomandata inviata ai soci della società, prima di dimettersi. I nove milioni sarebbero scomparsi nel 2010, perché il bilancio del 2009 è certificato. Un buco che sembra però essere sfuggito alla due diligence effettuata a tempo di record dagli uomini di Giovanni Consorte e che, se confermato, potrebbe portare il Bologna Calcio sull’orlo del fallimento. L’ammanco sarebbe comunque stato già smentito da uno dei soci, Marco Scapoli di Biochimica durante un intervista a E’Tv. Scapoli ha anche aggiunto che se le affermazioni di Baraldi risultassero false, allora l’ex direttore dovrà risponderne personalmente.

