27 nov. – Continua l’inchiesta sulle false fidejussioni presentate dal presidente del Bologna Calcio Sergio Porcedda alla Lega Calcio.
Il broker Antonio Carbone, accusato da Porcedda di essere il responsabile delle fidejussioni false ha raccontato agli inquirenti di essersi rivolto ad una mailing list di broker e mediatori per cercare la fidejussione di cui aveva bisogno il presidente del Bologna. Secondo il broker anche il passaggio delle bozze sarebbe avvenuto via e-mail.
L’unico incontro non virtuale secondo Carbone sarebbe stato quello con l’altro mediatore al momento indagato, originario di Brinidisi ma residente a Bologna. Durante una perquisizione a casa del secondo mediatore i Carabinieri hanno trovato, tra i file del computer, una bozza di fideiussione uguale a quella che è stata rifiutata a Porcedda dalla Lega Calcio.
Per quanto riguarda la Bnl, gli inquirenti sono sempre più certi dell’estraneità dell’istituto romano alla truffa in cui sarebbe caduto Porcedda. Secondo le ultime indagini i nomi utilizzati sulle bozze di fidejussione corrispondono effettivamente a due impiegati della Bnl, ma entrambi sono ignari di tutta la vicenda e all’interno dell’istituto bancario non si occupano di questo tipo di operazioni.
Intanto si attende per lunedì il rapporto di Intermedia Finance sulla situazione finanziaria della società rossoblù. Secondo quanto detto dall’amministratore delegato del Bologna F.C. Silvino Marras ieri, a Futurstation, alla società servirebbero circa 45 milioni per sanare i debiti.

