Bologna all’ultimo respiro: Lecce battuto nel recupero


17 Mag. – Ennesima partita decisiva, ennesima domenica di sofferenza tra due squadre disperate. Bologna e Lecce sono attanagliate dalla paura e giocano di conseguenza: palle lunghe e tanti, tanti errori. E visto che quando c’è da sbagliare la difesa rossoblù non è seconda a nessuno, Terzi pensa bene al 30° di farsi saltare da Polenghi che crossa, Tiribocchi anticipa Zenoni e porta in vantaggio il Lecce. Il Bologna, disperato, vede i fantasmi: il guardalinee invece non vede Di Vaio in fuorigioco su cross di Mingazzini al 37°, così i rossoblù rimettono in piedi la gara prima dell’intervallo.

La ripresa si apre con l’espulsione di Papadopulos per proteste: il Lecce rimane in 10. I salentini però si giocano comunque la partita e tentano lo stesso di trovare la via del gol. Il Bologna invece è lento e involuto e non servono stavolta i cambi a svegliarlo: Amoroso, Marchini e Marazzina non accendono la luce.

Quando tutto ormai sembra perduto, con la partita inchiodata su un 1 a 1 che condannerebbe tutte e due le squadre, Volpi regala il successo ai rossoblù: è il quarto minuto del recupero, manca una manciata di secondi alla fine del match. Lancio lungo di Castellini per Moras, buona la sua torre per Di Vaio che controlla e filtra a favore di Volpi che aggancia e tira trafiggendo Benussi. Successo importante ma situazione difficilissima per le contemporanee vittorie del Torino a Napoli e della Reggina in casa col Cagliari.

Per salvarsi servono due successi, a cominciare da domenica prossima col Chievo. Poi bisogna sperare che il Toro non faccia il pieno con Genoa in casa e a Roma. Il presidente del Torino Cairo sembra più “esperto” dei Menarini, ma in ogni caso deciderà il campo: una sconfitta a Verona potrebbe già decretare la retrocessione dei rossoblù.

Nota di cronaca: in mattinata l’Andrea Costa, la storica curva del tifo rossoblù, è stata intitolata a Giacomo Bulgarelli. I tifosi prima della partita hanno dedicato cori a klas Ingesson, il centrocampista svedese che giocò due grandi stagioni a Bologna e che è stato colpito da Leucemia.

Visti dalla tribuna:

Antonioli, al 3° nega il gol a Tiribocchi. Lui c’è.
Zenoni, i primi caldi non gli fanno bene, si fa anticipare sul gol del Lecce, meglio nella ripresa.
Moras, attento in difesa, mette in mezzo la palla della disperazione da cui arriverà il gol di Volpi.
Terzi, dorme della grossa facendosi fregare da Polenghi. Meno peggio nella ripresa.
Castellini; il vecchio capitano è il migliore del reparto arretrato.
Mutarelli, un cavallo bolso. All’ 8’ del st entra Marchini che dovrebbe dare forza e corsa alla squadra e invece va al rallentatore (complice un infortunio). Spesso si ingolfa con Zenoni.
Volpi, fa fatica a tenere in mano il centrocampo, ma regala il gol che permette al Bologna di sperare. Alla faccia di chi lo contesta.
Mingazzini, è il migliore in mezzo: da la palla a Di Vaio per il pareggio. Dal 21’ st Amoroso: cerca di trovare qualche spunto ma il Bologna è in confusione.
Valiani; corre molto, purtroppo spesso corre a casaccio.
Osvaldo; gioca in modo irritante. Qualche spunto nel 1° tempo, scompare nella ripresa. Esce facendo polemica, chi di dovere dovrebbe fargli capire che per il momento non è nessuno. Dal 20’ st Marazzina. Il Conte è il miglior cambio dei tre, si sbatte ma non gli arriva mai la palla buona.
Di Vaio. un gol (e sono 23…), poi all’ultimo respiro l’assist per Volpi che regala almeno la speranza. Comunque vada grande Di Vaio.

foto Roberto Serra/Iguana press

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