
Bologna, 15 set. -Trenta tra bambini e ragazzi stranieri arrivati a Bologna durante l’estate non hanno ancora trovato posto nelle scuole cittadine. “E’ razzismo istituzionale“, dice Mirco Pieralisi, consigliere indipendente del gruppo “Con Amelia per Bologna con Vendola”. Intervenendo in consiglio comunale Pieralisi ha puntato il dito contro quei meccanismi e le regole “che evidentemente non hanno funzionato o comunque non sono state in grado di risolvere il problema”. Un problema che riguarda solo bambini e bambini non italiani, “e la cosa è veramente inquietante”. Da qui il ragionamento del consigliere: “Attenzione, qui non parliamo del classico razzismo, non è assolutamente questo il problema, anzi. Qui parliamo di meccanismi che producono un effetto discriminatorio“.
“Forse non riflettiamo mai abbastanza sul significato della definizione di razzismo istituzionale – ha detto Pieralisi nel suo intervento – le cui manifestazioni non sono riconducibili a volontà ed atteggiamenti o ideologie discriminatorie e vanno al di là della buona volontà di dirigenti, amministratori, funzionari governativi o politici più o meno progressisti. Parliamo di razzismo istituzionale quando politiche, norme e prassi amministrative perpetuano, rinforzano o producono la disuguaglianza e il malessere sociale di minoranze svantaggiate”. Nemmeno l’assessore alla scuola Pillati, ha spiegato il consigliere comunale, era a conoscenza del problema. “L’abbiamo appreso tutti dai giornali – racconta Pieralisi – Ora però bisogna immediatamente porvi rimedio”.

