Blitz dei collettivi al Cda dell’Unibo

27 nov. – Sono entrati in rettorato bloccando la seduta del Consiglio di amministrazione che era in corso. Una trentina di studenti, guidati dal Collettivo universitario autonomo, sono partiti dalla facoltà di Lettere per entrare in via Zamboni 32  a passo di corsa, trovando la strada libera fino alla sala dov’era in corso la riunione.

Meno tasse e soldi agli studenti”, lo slogan più scandito, mentre dal megafono si dà il “buongiorno al rettore e ai privati che siedono in questo Cda”. I manifestanti, esponendo lo striscione “No all’Università azienda e no alla spending review“, se la prendono con i i fondi per il diritto allo studio “sempre più tagliati”, con il numero chiuso a Giurisprudenza e con la mensa “privata e costosissima”. C’e’ spazio anche per la situazione di difficoltà in cui versa la Biblioteca universitaria: “Per mesi il rettore ha fatto lo gnorri, poi solo grazie alla mobilitazione di noi studenti- si urla al megafono- si e’ mosso e ora sembra che i finanziamenti per un anno ci siano, bene così ma non basta”. Anche perché “i soldi per le proclamazioni in pompa magna in piazza Maggiore ci sono”, attaccano ancora i manifestanti.

Il rettore Ivano Dionigi e gli altri componenti del Cda hanno ascoltato senza battere ciglio. L’unico battibecco è avvenuto uno degli studenti ha tentato, con insistenza, di appendere un cartello al collo prima del rettore e poi del prorettore alle sedi della Romagna, Guido Sarchielli.  Entrambi non hanno gradito e il rettore  ha sbottato dicendo: “Le mani addosso no”.

L’Unibo dal canto suo, con un comunicato, oggi ha fatto sapere che gli stanziamenti per il diritto allo studio sono stati aumentati del 10%. Quest’anno l’Alma Mater non aumenterà le tasse universitarie, l’ultima volta è stata tre anni fa.

L’immagine in thumb è tratta dalla pagina facebook del Cua

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