Blitz anticasalesi a Modena, 23 arresti

18 mar. – Un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna ha portato all’arresto di 23 persone. Secondo l’accusa sono affiliati o fiancheggiatori del clan dei Casalesi autori di estorsioni nella provincia di Modena.

Le indagini sono durate 18 mesi, hanno messo in luce come l’arrivo nell’area modenese di imprenditori edili dalla Campania abbia comportato anche il radicarsi negli stessi luoghi di persone legate alla camorra. Alcuni di loro individuavano Modena e la sua provincia come luoghi dove trascorrere periodi di soggiorno obbligato e “stabilire insediamenti criminali” in contatto diretto con boss dei Casalesi quali Francesco Schiavone detto Sandokan, i fratelli De Falco, Francesco Bidognetti detto Cicciotto e mezzanotte. A capo dell’organizzazione smantellata oggi ci sarebbe Alfonso Perrone, detto o’ Pazzo, in stretti rapporti con Michele Zagaria, latitante da 15 anni.

L’operazione chiamata San Cipriano, dal comune campano di cui sono originari alcuni degli arrestati, ha messo in luce come gli imprenditori sottoposti ad estorsioni fossero scelti tra piccoli imprenditori edili e commercianti originari della provincia di Caserta o comunque del Sud Italia, abituati-secondo gli investigatori-a “interagire con determinate realtà delinquenziali” e a subire in silenzio, senza denunciare i ricatti. Il legame tra vittime e estorsori è descritto come “stato di permanente soggezione psicologica … stato tale da indurle ad accettare con remissività il confronto, spesso anche connotato da particolare violenza, accettandone consapevolmente e quasi con fatalità le conseguenze”. Il gruppo avrebbe fatto anche pressioni sul gestore di un ristorante, obbligandolo ad assumere le compagne incinte di alcuni di loro perché, una voltà in congedo per maternità, potessero godere dei benefici di legge.

L’inchiesta, avviata nel 2006 dalla DDA di Firenze, è stata spostata per competenza territoriale a Bologna. Condotta dal Gruppo di investigazione sulla Criminalità Organizzata (Gico) delle Fiamme gialle, l’indagine si è unita ad un’altra che la squadra mobile di Modena aveva avviato in seguito a due gravi atti di lesioni ai danni di altrettanti imprenditori. Le vittime dei “pestaggi”, in un primo tempo restii a collaborare, hanno  fornito preziose indicazioni agli inquirenti.

L’operazione sta portando anche al sequestro del patrimonio accumulato dagli indagati attraverso l’attività di estorsione. Il Gico di Bologna sta procedendo al sequestro di 35 immobili, 23 tra auto e moto, e 5 partecipazioni societarie per un ammontare complessivo di almeno 6 milioni di euro.
L’operazione, partita alle prime luci dell’alba, ha impegnato 200 militari della Guardia di Finanza e unità cinofile, ed ha interessato le province di Modena, Mantova, Napoli e Caserta.

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