Blitz anticamorra a Modena: cinque arresti

9 mar. – Grazie a due agenti corrotti, alcuni membri del clan dei Casalesi, detenuti a Modena in massima sorveglianza, riuscivano ad impartire ordini all’esterno e a gestire le loro attività criminali.

E’ quanto emerge dall’inchiesta condotta dalla Dda di Bologna che ha portato all’arresto di 5 persone a Modena questa mattina all’alba. A finire in manette sono stati i due agenti di polizia penitenziaria e tre affiliati al clan, che gestivano due circoli privati a Carpi e a Castelfranco Emilia per conto dei boss in carcere.

I circoli erano vere e proprie case del gioco di lusso, con videopoker illegali di ultima generazione che, in caso di controlli, possono essere trasformati con un telecomando in videogiochi “legali”. Gli agenti corrotti avrebbero aiutato il clan, consentendo l’ingresso in carcere di persone non autorizzate oltre che recapitando in prima persona messaggi ai destinatari. In cambio, uno dei due agenti aveva ottenuto anche delle quote di uno dei circoli.

I cinque arrestati sono accusati di truffa, corruzione, gioco d’azzardo con l’aggravante di partecipazione in associazione a delinquere. Nell’inchiesta sono coinvolti anche cinque casalesi già detenuti e cinque persone indagate ma ancora in libertà.

“L’operatività dei Casalesi in regione è sempre più virulenta”, è stato il commento del procuratore capo della Dda di Bologna Saverio Piro, che ha sottolineato come in regione l’associazione camorristica sia passata da attività di estorsione alla gestione diretta di attività economiche oltre che al tentativo di infiltrare l’amministrazione pubblica.

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