14 apr. – Diana Blefari Melazzi, insieme ai suoi complici nell’omicidio di Marco Biagi, ha «scelto un obiettivo particolarmente rilevante nell’ottica delle dimostrazione di una persistente aggressione allo Stato da parte delle Br e, per altro verso, del tutto indifeso sul piano personale, prescindendo da ogni considerazione umanitaria e portando a compimento l’efferato delitto con spietata decisione». Lo hanno scritto i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bologna (presidente Carlo Vecchio, estensore Carlo Maria Zampi), che esplicitano le motivazioni della sentenza con cui, il 9 gennaio, hanno confermato l’ergastolo per la brigatista. Alla donna è mancata «qualsiasi resipiscenza», sottolineano i giudici, che le hanno riconosciuto «la capacità di partecipare coscientemente e liberamente al processo».
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