Biotestamento, parte la rivolta “arancione”


Una “mobilitazione” generale, con l’invito a per “testimoniare platealmente che la maggioranza degli italiani è contraria a questa legge contro il testamento biologico”. E’ la campagna lanciata dal Coordinamento Laico Nazionale (che raggruppa una cinquantina di associazioni in tutta Italia) per tentare di fermare l’approvazione del ddl sul testamento biologico in discussione alla Camera.

In conferenza stampa a Montecitorio, i portavoce del Coordinamento, Maurizio Cecconi e Cinzia Gori (nell’equipe che prestò assistenza a Eluana Englaro negli ultimi giorni della sua vita) insieme all’assessore alle politiche sociali dell’XI municipio di Roma, hanno anche fatto appello a tutti i cittadini perché vadano, in massa, a depositare le proprie volontà nei registri attivati in una settantina di amministrazioni locali.
Un modo “per accelerare” se sarà necessario, il percorso verso il ricorso alla Corte Costituzionale. Le associazioni laiche stanno anche già valutando gli altri possibili strumenti per far decadere “questa legge crudele”, qualora venisse approvata così com’è. Oltre al ricorso alla Consulta, altre strade che si stanno valutando sono quelle del referendum abrogativo, ma anche quella della class action.

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