La protesta dei cittadini di Monterenzio contro gli impianti a biomasse e biogas continua e cresce. Una settimana fa, nell’aula consiliare del Comune, una sessantina di rappresentanti di oltre 10 comitati cittadini provenienti da Mezzolara, Medicina, S.Pietro in Casale, Galliera, Malalbergo, Budrio, Faenza, Lusurasco, Rignano Bolognese e Monterenzio, hanno dato vita all’ “Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita in Emilia Romagna”.
I comitati hanno chiesto un impegno istituzionale da parte dell’amministrazione comunale, che fino ad ora li ha spalleggiati senza però schierarsi ufficialmente. Vorrebbero una moratoria nei confronti delle biomasse, in attesa che sia pronto il piano energetico nazionale, come è stato già fatto dalla Regione Marche, dove l’Ausl ha certificato le biomasse come impianti insalubri di primo grado. “Quindi se sono insalubri nella Regione Marche, non credo che siano margherite in Emilia Romagna”, ha detto il Sindaco di Monterenzio, Giuseppe Venturi che, insieme ai due comitati cittadini, ha iniziato a lavorare alla stesura di un regolamento integrativo ad integrazione del già esistente regolamento regionale, ritenuto insufficiente a tutelare il territorio e la salute degli abitanti.
La zonizzazione, secondo i portavoce della protesta, non rispetta le linee guida della Comunità Europea. Gli impianti non devono peggiorare la qualità dell’aria, ma secondo le norme regionali le restrizioni per la costruzione di questi impianti si applicherebbero solo nelle zone rosse (quelle in cui l’aria è molto inquinata). Le zone verdi (quelle in cui l’aria è pulita) sono terreno fertile per la costruzione degli impianti, le cui autorizzazioni sono soggette solo alla discrezionalità degli enti preposti: Provincia, Arpa e Usl.
“Non vogliamo impianti da speculazione di imprenditori”, ha detto il Sindaco Venturi, che lamenta anche lo scarso potere che in questo momento hanno gli amministratori comunali riguardo alla possibilità di esprimersi e deliberare, perché le attuali procedure, in particolare la PAS (Procedura abilitativa semplificata), bypassano anche il piano regolatore.
Il Sindaco vuole mettere dei paletti e vuole che anche i Comuni abbiano voce in capitolo su biomasse e biogas, considerati impianti di pubblica utilità e ricorda che “pubblica utilità vuol dire tante cose; la produzione di energia è sicuramente di pubblica utilità. Quando questo avviene in un contesto condiviso e di benefici per tutti ci siamo, ma se avviene in un contesto dove il reddito è in mano a un unico imprenditore e i disagi sono della collettività, credo che il Comune abbia il dovere e il diritto di esprimere la propria opinione”.
Nei mesi scorsi proprio a Monterenzio i comitati cittadini si erano opposti alla costruzione di un impianto a biomasse, perché troppo vicino al centro abitato; più di 1500 le firme raccolte per bloccare, riuscendoci, il progetto di un piccolo imprenditore che voleva costruire l’impianto in un terreno di sua proprietà.
Ascolta Giuseppe Venturi, intervistato martedì 13 novembre Sindaco Venturi Monterenzio Biomasse mono

