Bimba nasce al Sant’Orsola con emorragia cerebrale, aperta un’inchiesta

4 ago. – La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo sulla nascita di una bambina che avrebbe riportato un’emorragia cerebrale durante le fasi del parto all’unità operativa di ginecologia e ostetricia del Policlinico Sant’Orsola. La piccola dal parto è ricoverata in terapia intensiva, in condizione critica ma stabile. Il Pm Antonella Scandellari, dopo un esposto presentato dalla madre della piccola, ecuadoriana di 26 anni che vive a Bologna, ha chiesto ai carabinieri del Nas di acquisire documentazione sulla vicenda. Secondo l’esposto, la piccola prima di nascere è rimasta per due giorni senza liquido amniotico, il parto sarebbe avvenuto su un’ambulanza e la neonata sarebbe anche rimasta alcuni minuti senza ossigeno.
Il 12 luglio la donna, alla 23/a settimana di gravidanza, si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola dopo aver avvertito le prime contrazioni. E’ stata ricoverata e, vista la situazione pre-termine, le sono state bloccate le contrazioni. Il 16 luglio c’è stata la perdita quasi totale del liquido amniotico, dimostrata anche da un’ecografia. Il 18, accusando dolori, la donna è stata ulteriormente visitata (nella lettera di dimissioni è stata definita “sintomatologia suggestiva” di una colica renale) e inviata fare una tac in un altro reparto del policlinico. Al ritorno dalla Tac, in ambulanza, il parto: la donna ha sentito fuoriuscire la testa della piccola che poi è nata. Visto la stato di prematura e il luogo non idoneo per il parto sono passati alcuni minuti senza ossigeno. Poi il ricovero delle piccola in terapia intensiva.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna in un comunicato spiega di aver “appreso in data odierna da parte degli organi di stampa e d’informazione una notizia relativa a un episodio occorso a una paziente gravida, sul quale ha avviato i necessari accertamenti volti a verificare il percorso assistenziale seguito dalla paziente stessa”.

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