17 gen. – Tra i 49 e i 50 milioni di euro dall’Imu e 20 milioni dai risparmi. Sono questi gli ingredienti base della manovra predisposta da Palazzo d’Accursio per il 2012. Una manovra che dovrà ora essere discussa dalle forze sociali e passare al vaglio del consiglio comunale per il voto finale atteso intorno alla metà di marzo.
Anche se non vi è ancora nulla di deciso, la giunta sembra intenzionata a portare l’Imu sulla prima casa al 5 per mille (aumentando di un millesimo la soglia fissata dal governo); lasciare invariata l’aliquota al 7,6 per le case in affitto a canone concordato e per le cooperative a proprietà indivisa; colpire seriamente le case sfitte e quelle affittate a canone di mercato. Secondo i calcoli di palazzo d’Accursio le 200mila famiglie bolognesi dovrebbero pagare 125 euro in più per nucleo. Dei 50 milioni provenienti dall’Imu, secondo il Comune, 25 verrebbero dalle famiglie e 25 dalle imprese. A quest’ultime la giunta non vorrebbe applicare l’aliquota massima. Secondo i calcoli del Comune per ogni millesimo di aumento dell’Imu sulla prima casa entrerebbero 15 milioni di euro, 20 per ogni aumento sugli altri immobili. Il sindaco Virginio Merola ha poi ribadito l’inopportunità dell’aumento dell’Irpef.
Sul fronte dei risparmi, circa il 60% deriverebbe dal blocco del turno over, mentre il resto da un’opera di limatura delle varie voci di spesa. Inalterato il budget per i servizi sociali: i 59 milioni stanziati lo scorso anno, nonostante i tagli governativi e di altri enti, sono stati confermati. Per farlo palazzo d’Accursio ha aumentato di 1,9 i propri stanziamenti. E proprio sul fronte servizi, il sindaco non ha escluso il ricorso ad “un minimo di assunzioni per garantire l’operatività degli uffici”.
Congelata la tassa di soggiorno vista anche la forte opposizione degli albergatori.

