3 mar. – Nessun accordo ma un verbale di incontro. E’ questo il frutto della riunione fiume conclusasi alle 4.30 della notte tra mercoledì e giovedì tra Comune e organizzazioni sindacali sul bilancio di Palazzo d’Accursio. Fumata nera, quindi, con i sindacati che sono riusciti a strappare solo qualche modifica ma non certo a bloccare l’aumento delle tariffe, che partiranno il primo di aprile.
Conti alla mano, l’amministrazione è riuscita a mettere sul piatto altri 4 milioni di euro provenienti dalla lotta all’evasione fiscale, dalle multe e dalla ripartizione dei dividendi di alcune società controllate. A questi si aggiungono anche 2 milioni di euro provenienti dai risparmi alla spesa corrente. Sindacati e Comune hanno poi deciso di destinare ad investimenti per il welfare anche gli 8/10 milioni di euro provenienti da alienazioni del patrimonio comunale. Inoltre, ci si è accordati anche sulla destinazione di 2 milioni di euro provenienti dagli oneri di urbanizzazione sulla spesa corrente, anche se i sindacati lamentano l’insufficienza di tale stanziamento.
Per quanto riguarda la riforma dell’Isee, il verbale d’accordo istituisce il tavolo tecnico di approfondimento per la creazione del “quoziente Bologna”, che preveda una “più equa peastura dell’ampiezza, della composizione e del reddito del nucleo famigliare”. L’amministrazione, in accordo coi sindacati, ha poi promesso di intensificare la lotta all’evasione in particolare sul versante della dichiarazione Isee per l’accesso ai servizi, potenziando gli uffici preposti al controllo.
I sindacati sono poi riusciti ad ottenere l’innalzamento della soglia Isee per cui non verranno applicati aumenti, da 15mila a 17mila euro, ma hanno dovuto “prendere atto” della decisione, pur non condividendola, di aumentare la Tarsu del 5%.
Altra scelta non condivisa dai sindacati è quella di ristrutturare due nidi attraverso il project financing. La sola Cgil ha poi riproposto di tagliare i fondi alle scuole paritarie per recuperare risorse di bilancio.

