Bologna, 3 mar. – E ora, nel pieno del dibattito sui ciclisti indisciplinati e relativo giro di vite voluto dal Comune, a Bologna finisce nel mirino la Consulta della bicicletta istituita proprio dall’amministrazione: Fi, Lega nord e M5s chiedono di abolirla per creare al suo posto un analogo organismo consultivo, ma dedicato a tutti gli utenti della strada. La proposta, avanzata per primo dal capogruppo forzista Marco Lisei, è emersa oggi durante la commissione dedicata agli ordini del giorno presentati da Giulio Venturi (Insieme Bologna) e Andrea Colombo (Pd).
Sul tavolo del Consiglio già da qualche mese, l’odg di Venturi chiede in sostanza maggiori controlli sui ciclisti e di sanzionare “con decisione” chi sgarra. Mossa a cui l’ex assessore ora consigliere comunale Colombo ha risposto presentando ben quattro documenti (firmati anche da altri consiglieri dem come Simona Lembi, Francesco Errani, Federica Mazzoni, Roberta Li Calzi e Roberto Fattori), che ricalcano l’impostazione di quello del civico concentrandosi però sulle altre categorie della strada: auto, moto e scooter, mezzi pesanti e perfino chi va a piedi.
Odg “pretestuosi e inutili”, contrattacca Venturi: “La mia non è una crociata contro le bici, ma contro chi non rispetta le regole”. Il civico, poi, benedice gli interventi decisi da Palazzo D’Accursio (dopo anni di “lassismo”) ed auspica che “non siano solo spot pubblicitari, ma durino nel tempo”. E anzi rilancia invocando più multe anche per chi di notte “non usa i fanali previsti dal Codice della strada” e chiedendo al sindaco, Virginio Merola, “un’ordinanza per rendere obbligatorio anche in città l’uso del giubbotto catarifrangente”, sempre di notte.
“Applaudiamo alla scelta del sindaco anche se è un po’ tardiva”, dichiara Lisei, che con l’occasione lancia la sua proposta: “Modifichiamo la Consulta della bicicletta in Consulta della sicurezza stradale, a cui partecipino tutti i segmenti”. Concorda il capogruppo del M5s, Massimo Bugani, perché “forse la Consulta dei ciclisti non è sufficiente“. Per il resto, “come facciamo a non essere tutti d’accordo con un odg come quello di Venturi?”, aggiunge il grillino, che poi mette nel mirino le piste ciclabili: se è vero che su quelle corsie spesso le bici corrono “troppo veloci”, è vero anche che spesso le ciclabili “sono semplicemente spennellate sui marciapiedi ed hanno aumentato gravemente il pericolo”, tanto che “molti ciclisti vanno in strada perché la ciclabile non garantisce loro sicurezza”. Tornando al tema Consulta, si associa all’idea di Lisei anche Lucia Borgonzoni della Lega nord: “Proprio per andare incontro a quello che dice Colombo, cioè trattare tutti coloro che usano la strada in modo identico, sarebbe bello uscire da questa commissione con un odg congiunto che vada in quella direzione superando la Consulta della bicicletta per fare una Consulta di tutta la mobilita'”.
Bici contromano, ma seguendo le regole, in via Guerrazzi e cioè proprio in una delle strade dove si sono concentrati i controlli straordinari della Polizia municipale di Bologna sui ciclisti indisciplinati. A lanciare la proposta e’ il consigliere comunale Andrea Colombo (Pd), intervenendo oggi in question time. Colombo suggerisce dunque di “sperimentare il doppio senso ciclabile anche in via Guerrazzi, che è una naturale prosecuzione di via Petroni, dove gli stessi problemi di inciviltà sono stati risolti dando semplicemente a ciascuno il proprio spazio. Sul tema Colombo era intervenuto stamattina anche in commissione, dicendosi “contrario al contromano anarchico” ma favorevole, invece, a quello regolamentato. E non spaventino le dimensioni delle strade, assicura l’ex assessore: gli studi dimostrano che il doppio senso “funziona tanto più nelle strade strette, perché questo responsabilizza tutti”. Quello dei doppi sensi ciclabili “è un tema di assetti futuri e come tale sara’ demandato al Biciplan”, è la risposta fatta arrivare da Merola in aula. Ma intanto Colombo ha anche un’altra proposta: “Mandare i vigili in borghese a multare anche la mancata precedenza sulle strisce pedonali”. Del resto, “abbiamo cominciato a multare i ciclisti indisciplinati, che vanno multati- continua Colombo- letteralmente da un giorno all’altro”. Una “sproporzione allucinante” rispetto ad altri controlli, fa notare Colombo, citando le lunghe fasi di sensibilizzazione sugli autovelox: “Pensate se fossero stati accesi da un giorno all’altro e nascosti dietro un albero…”. E’ per questi motivi che quella lanciata in questi giorni rischia di apparire come una “crociata simbolica”, afferma il democratico.
Colombo, poi accoglie le dichiarazioni rilasciate ieri da Merola (ma “è importante che a questo messaggio più equilibrato seguano i fatti”), pur pungendolo però sulla commissione dedicata proprio a questi temi: “Con rammarico registro la totale assenza sia della Giunta che di qualunque ufficio. Sarebbe importante un confronto democratico nel merito sia tra le diverse posizioni presenti in Consiglio che con l’amministrazione”. Del resto, “se ne stanno occupando il sindaco, l’assessore alla Sicurezza e quello alla Mobilita’. Speravo nella presenza almeno di uno di loro”, dice Colombo. Detto ciò, “è giusto multare chi infrange le regole, indipendemente se è pedone, ciclista, motociclista o automobilista”. E invece, la campagna del Comune dà numeri che per Colombo lasciano intendere altro: “In un giorno 46 multe ai ciclisti, cinque per guida con il telefonino e tre per violazioni all’ordinanza antismog”. Sul tema bici sotto i portici, poi, Colombo chiarisce: “Mi appello a tutti, sotto i portici lasciate andare solo i pedoni“. Ma anche in questo caso il democratico ha da fare una sottolineatura, perché”comincio a vedere anche motorini che passano sui marciapiedi o perfino sotto i portici per tagliare una coda al semaforo”. Infine, Colombo replica alla richiesta di Giulio Venturi (nella sua “odiosa campagna di colpevolizzazione delle vittime”) di più multe per chi va in bici di notte senza luci e di un’ordinanza sul giubbotto catarifrangente. “Le luci vanno messe”, dichiara Colombo, ma sapendo che “un incidente su dieci con ciclisti avviene di notte”. E sul catarifrangente, “seguendo questa china- replica l’ex assessore- dovremmo chiederlo anche a tutti i pedoni”.
Di fronte alla richiesta di “superamento” avanzata da Fi e sposata anche da M5s e Lega nord, il Pd di Bologna blinda la Consulta comunale della bicicletta: coerentemente con gli indirizzi anche nazionali, nacque per favorire l’uso di questo mezzo “e credo che la Consulta faccia bene a rimanere cosi’ e a portare avanti le istanze dell’utenza debole”, dichiara in commissione il capogruppo dem a Palazzo D’Accursio, Claudio Mazzanti. “La Consulta e’ nata, ed importante che rimanga cosi’- afferma il dem Andrea Colombo- come organo di confronto con la Giunta e il Consiglio sui temi della mobilita’ ciclistica”. Un’apertura maggiore arriva da un altro esponente Pd, Raffaele Persiano: “E’ una discussione che si può aprire laicamente“, ma comunque “l’unica evoluzione possibile sarebbe verso una Consulta della mobilita’ sostenibile piu’ che della sicurezza stradale”. Piu’ in generale, sul dibattito di questi giorni Mazzanti sottolinea che “la campagna sul senso civico non ‘battezza’ qualcuno piu’ di un altro ma pone un tema di correttezza”. E chi “infrange legge e il Codice della strada non e’ un poverino ma uno che sa di rischia una sanzione”, aggiunge il capogruppo. Nel Pd, comunque, gli accenti posti sul tema non sono identici. Ovviamente ci sono le posizioni gia’ note dell’ex assessore Andrea Colombo, tra l’altro firmatario (con altri dem) di quattro odg a fronte di quello con cui Giulio Venturi (Insieme Bologna) aveva chiesto piu’ sanzioni per i ciclisti. Colombo ha messo sul tavolo una richiesta uguale ma incentrata sugli altri utenti della strada e questo “evita quel ragionamento per categorie che nessuno vuole fare”, si associa Roberto Fattori.
Per Francesco Errani, bisognerebbe “coinvolgere e chiedere la collaborazione degli stessi ciclisti e delle loro associazioni”, ricordando che “le priorita’ sono gli utenti deboli della strada”. I cinque odg “avrebbe senso riunirli in un unico documento per affrontare il tema a 360 gradi”, afferma Piergiorgio Licciardello. E’ possibile che molti ciclisti “non sappiano che e’ contro la legge andare sotto i portici non essendo mai stati sanzionati”, continua Licciardello: “Forse fare informazione e prevenzione funzionerebbe meglio che sguinzagliare decine di vigili per sanzionare tutti quelli che si muovono in bici”. Magari ampliando la portata di questo tipo di azioni: ad esempio, continua Licciardello, “non c’e’ una norma che vieta l’uso del cellulare quando da pedoni si attraversa la strada, ma un’amministrazione puo’ sempre suggerire un comportamento piu’ salutare”. Lo stesso Licciardello, quindi, propone di usare gli introiti ricavati dalle multe di cui si sta parlando per finanziare le campagne di sensibilizzazione e informazione. Si associa Amelia Frascaroli, dicendosi anche “pienamente d’accordo con gli odg di Colombo”: a questo proposito, “credo si possa arrivare ad un odg condiviso, se accanto agli aspetti sanzionatori si accentuassero fortemente anche tutti gli aspetti di prevenzione”. E’ favorevole ad usare gli incassi delle multe per fare sensibiliazzione anche Persiano, che pure nel Pd si iscrive alla pattuglia schierata con piu’ decisione a sostegno della campagna del Comune. “Non c’e’ alcuna crociata contro nessuno, se non contro chi non rispetta il Codice”, afferma Michele Campaniello.
Campaniello allarga il fronte: sotto i portici non girano solo le bici, perche’ si incontrano “anche skateboard che spesso sfrecciano a velocita’ inaudite, magari sfruttando i portici in pendenza”. Giulia Di Girolamo concorda sugli incassi da destinare all’educazione e difende l’operato dell’amministrazione: “Non si condannano ne’ si fanno crociate contro i ciclisti o i pedoni, ma si chiede a tutti di rispettare le regole di convivenza civile e di sicurezza cittadina uguali per tutti”. Infine per Vinicio Zanetti, presidente della commissione Mobilita’, il nodo e’ “superare diatribe che vanno avanti ormai da anni” e questo anche aprendo una “riflessione” piu’ ampia: che tenga conto, ad esempio, del fatto che in molte strade “la conflittualita’ maggiore e’ tra bici e bus”, cioe’ proprio due mezzi che favoriscono gli spostamenti sostenibili. A conclusione della commissione, Venturi definisce di “buon senso” (dopo una prima risposta meno entusiasta) l’idea di destinare i proventi delle multe alla sensibilizzazione. Colombo, invece, si dice disponibile ad un “lavoro di integrazione” dei cinque odg sul tavolo. Fuori dal coro Coalizione civica, che bolla come “incivile” la campagna di Merola: il tema multe “durera’ lo spazio di qualche giorno”, ma piu’ in profondita’ “non riusciamo a comprendere cosa ci sia di civico in una campagna che divide la citta’ e attacca i piu’ deboli”. Il tutto condito dalle “crociate personali contro le due ruote intraprese da qualche consigliere del Pd in cerca di sciocca visibilita'”, attacca Coalizione civica. Per il capogruppo Federico Martelloni, del resto, le scintille sulle bici sono “la prosecuzione del congresso Pd con altri mezzi (a due ruote)”. (Dire)

