17 set- E’ tornato per la seconda volta in procura a Bologna come persona informata sui fatti ma non ha cambiato versione su quello che raccontò alcuni mesi fa. Roberto Maroni, attuale presidente della Lombardia ma nel 2002 ministro del Welfare, ha confermato al pm Antonello Gustapane che parlò al ministro dell’interno Claudio Scajola di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso il 19 marzo 2002 dalle nuove Brigate Rosse mentre stava entrando in casa in via Valdonica. Biagi era senza scorta perchè gli era stata revocata alcuni mesi prima a causa di una circolare del ministro dell’Interno. Solo pochi giorni prima della sua morte il settimanale Panorama aveva pubblicato la relazione dei servizi segreti che tracciava, come possibile bersaglio dei terroristi, un ritratto che richiamava alla mente la figura di Biagi.
Il pm Gustapane indaga con il procuratore capo Roberto Alfonso sulla mancata scorta a Marco Biagi con l’ipotesi dell’omicidio per omissione.
In mattinata è stato sentito anche l’attuale prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, allora capo della segreteria del dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il prefetto avrebbe spiegato che il ministro aveva il potere di assegnare d’urgenza le scorte, cosa che peraltro fece dopo l’omicidio di Biagi.
L’inchiesta dovrebbe essere ancora contro ignoti ma è evidente che il cerchio attorno a Scajola si sta stringendo sempre di più.
foto in home da Flickr dell’Associazione amici di Piero Chiara

