8 mer. – “Ribadisco che la finestra di voto ottobrina a Bologna non è chiusa perché il ministro Maroni ne
sta valutando la possibilita'”. Così la candidata del Pdl alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Anna Maria Bernini, torna sulla vicenda del voto bolognese. Non chiudendo dunque la porta all’eventualità di accorciare il commissariamento a Bologna, Bernini distingue la questione dal caso “lombardo” e “romano”, che dice caratterizzato da questioni emergenziali: “Si lasciava fuori dal voto una porzione significativa dell’elettorato, violando i diritti di elettorato attivo e passivo. A Bologna invece – ha aggiunto – si configurerebbe la famosa norma di contenuto ad Bononiam, non un decreto interpretativo come quello emanato dal Governo”. La situazione bolognese, ha concluso la candidata, non è di emergenza e urgenza, in quanto “gestita da un commissario che ha raggruppato intorno a sé tutta la cittadinanza e tutte le forze politiche di una città che l’ha accolta subito e l’ha apprezzata“.
