Il forfait di Bernardini: “parla” la sedia vuota


Dopo un lungo tira e molla il candidato della Lega ha disdetto l’appuntamento in diretta nei nostri studi. Bernardini non si è presentato a RCdC: “non ho tempo” . Difficile credere che in 45 giorni non abbia trovato 45 minuti…  Stamane in radio abbiamo ricostruito la vicenda facendo “parlare” la sedia vuota: nel video qui sopra potete ascoltare la trasmissione integrale (dopo la rassegna stampa locale, dal minuto 5,30 in poi…) .

Il nostro commento:

E così Manes ha dato forfait.
In queste settimane abbiamo condotto una trattativa sfiancante e un po’ farsesca che vi presenteremo in diretta radio lasciando davanti a voi la sedia vuota del candidato: quando lo incontravamo di persona Bernardini diceva che non aveva problemi, che sarebbe venuto, che lui parla con tutti. Ma dal suo staff partivano subito gli avvertimenti “sono quelli di Radio Città del Capo”… manco fosse il diavolo.
Dopo aver traccheggiato un mese e mezzo alla fine ce l’hanno detto papale papale: da voi non viene.

E’ l’ennesimo episodio discutibile di questa mediocre campagna elettorale, ma questa volta non si tratta di una gaffe.
Bernardini sceglie di non venire a Radio Città del Capo per una ragione precisa.
Nessuno infatti può credere che lasciando l’agenda aperta a un candidato per quasi due mesi questi non abbia un minuto libero: sono pietose bugie. Una ragione ci è stata data dal solerte ufficio stampa del candidato: non vuole le telefonate degli ascoltatori.

Non basta. Bernardini è già stato ospite nei nostri studi e l’abbiamo intervistato tante volte in diretta e in registrata. Non è un novellino e dunque non può temere le telefonate degli ascoltatori. Peraltro, a differenza che a Radio Padania, qui gli ascoltatori usano sempre toni civili e non insultano, anche quando pongono domande scomode.

No, Bernardini non ha paura delle telefonate. Forse ha timore di non riuscire a interpretare bene il leghista dalla faccia feroce, il ruolo che si è cucito addosso nelle ultime settimane.
Ricordiamo che quando è venuto fuori il personaggio Bernardini, semisconosciuto responsabile della Lega bolognese, sono stati in molti a descriverlo come “un leghista dal volto umano”. Alcuni addirittura parlavano di una Lega “in salsa emiliana”.
Non quella dei Borghezio e dei Calderoli, quella dei “fora di bal” ai superstiti del mare, o dei maiali mandati a orinare sui luoghi dove si vuol costruire una moschea.
Bernardini interpretava, per alcuni,  il leghismo pragmatico che guardava anche con un occhio a sinistra: agli operai che perdono il  lavoro, all’ecologia, ai problemi della città, anche fuori dal circolo vizioso immigrazione/paura/repressione.
Ebbene quel Bernardini è scomparso definitivamente una volta ottenuta l’investitura a candidato sindaco. I manifesti con gli sgherri stranieri che passavano davanti a bambini e anziani autoctoni dicevano già tutto. Bernardini ha vestito i panni che Bossi e Maroni vogliono che porti: “dagli addosso agli immigrati”, ideologia, demagogia. “Bologna fa schifo”, è l’ultimo slogan (non particolarmente propositivo…)

Cosa poteva temere dunque Bernardini venendo a Città del Capo? Di non reggere il ruolo di padano “duro e puro”. Visto che non si sente razzista, e probabilmente non lo è, magari gli capitava di abbandonare il copione e lasciarsi andare a qualche ragionamento meno greve, più dialettico, certamente più incline alla sua natura. Qualcuno dei suoi avrebbe potuto intenderlo come un cedimento, un rischio che evidentemente non poteva permettersi.

Allora arrivederci Bernardini, e stia tranquillo, le nostre porte restano aperte. Ci consenta però una riflessione: se un candidato che vuole andare al ballottaggio per vincere al secondo turno e governare una città speciale come Bologna non se la sente di parlare a un pezzo di città, dovrebbe chiedersi se è proprio adatto a fare il Sindaco.

Paolo Soglia

3 commenti

  1. I commenti arrivati in diretta

    Caro Paolo…Se un candidato sindaco non riesce in un mese a rispondere a domande sul programma per la citta’…abbracci. Sergio.

    Ho chiesto al mio amico di facebook manes bernardini come mai si è sconigliato radio città del capo. Vediamo se riponde. Ugo

    Come fa quel francesco a prevedere che bernardini sara’ più’ preparato e attento di merola all’incontro sulla scuola? Fa parte del suo staff?

    E’ una scelta consapevole di evitare ogni confronrto” a rischio” Anche all’iniziativa sul programma di Unirsi alla quale hanno partecipato tutti gli altri candidati non ha partecipato pur informato da un mese ed avendo in un primo momento assicurato della sua presenza. Sergio

    Tanto chi ascolta Rcdc non è potenziale elettore x lui, in quanto essere dotato di cervello e cuore, non gli può snocciolare il solito rosario trito e ritrito leghista! maria grazia

    ciao a voi qualche settimana fa in macchina siamo capitati sulle frequenze di radio padania per la trasmissione di dediche e richieste il loro linguaggio era già intollerabile in una trasmissione musicale l’idea del montaggio delle sue parole è saggia, quanto è benevolo manes basta che non ci sia confronto!!!!
    buon lavoro nicoletta

    Buongiorno, la vicenda di Bernardini è indecorosa. Ho letto l’editoriale di Soglia e lo condivido in toto.
    In particolare quando scrive che non è un bel segnale per uno che punta a fare il sindaco e quando sottolinea che gli ascoltatori di RCDC non sono mica come quelli di Radio Padania. Non insultano nessuno.
    E per capire di cosa stiamo parlando basterebbe vedere quello che mette sul suo sito l’Anticomunitarista che si occupa di raccogliere le migliori perle che arrivano dalla base leghista via Radio Padania: http://danielesensi.blogspot.com/
    MT

    Comment by Anonymous on 05/05/2011 at 11:56

  2. Bravo direttore!Condivido il tuo editoriale.Peccato non sia venuto perché una domanda sulle sue dichiarazioni dei redditi gliela avrei posta volentieri.

    Comment by Riccardo (vecchissimo abbonato) on 05/05/2011 at 13:43

  3. ho chiesto al mio amico di facebook Manes Bernardini perché non era venuto in radio come gli altri candidati.
    Invece di rispondermi mi ha tolto l’amicizia.

    Comment by UGOTH on 05/05/2011 at 15:41

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