“Berlusconi? Non ne sento il bisogno”


Non ha bisogno di nessuno Cazzola, nè del centrodestra tantomeno di Berlusconi. Non nomina Giorgio Guazzaloca e ribadisce: “il mio avversario è Delbono”.

Continua il tour tra i candidati a sindaco per il comune di Bologna. E’ toccato anche ad Alfredo Cazzola, che ha parlato ai nostri microfoni di ronde cittadine (“inutili”), di scuola pubblica (“non condivido la protesta”) e di mobilità urbana.

ALLEANZE. Se Berlusconi non si è ancora pronunciato, certamente Cazzola non lo sta cercando. Sarebbe contento se il premier le desse una mano in questa campagna elettorale? “Non credo che in questo momento io abbia bisogno di avere affiancamenti con nessun capo di partito nè di nessun partito – ha risposto duro -. Non ne sento nè l’esigenza nè il bisogno. La mia azione è assolutamente chiara e civica”.

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RONDE. In attesa del Consiglio dei ministri di venerdì, chiamato a mettere nero su bianco il decreto legge sulla sicurezza, Cazzola boccia l’ipotesi ronde cittadine. “Il numero di uomini presenti sul territorio mi pare sufficiente per poter svolgere funzioni di controllo e verifica. Le ronde credo siano assolutamente inutili“. Diverso è il discorso riguardo al lavoro della polizia municipale, che non trova consensi, per l’ex patron del Bologna, tra la popolazione. “Tra i cittadini c’è una forte perplessità sulla reale efficacia e disponibilità. Tutto ciò deve essere affrontato e sgomberato“.

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SIRIO. “Può essere flessibile e intelligente. Nel mio piano del traffico sicuramente rimarrà, ma dovrà essere adottata maggior flessibilità sulle fasce orarie e sulle giornate”.

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SCUOLA. “E’ una protesta che non condivido“. Almeno su questo punto Cazzola si trova d’accordo con Giorgio Guazzaloca. Anche per l’imprenditore bolognese la protesta del “10 pedagogico” messo in atto dal corpo docenti delle Longhena è sbagliato. “Ritengo che la scuola possa funzionare meglio se non si fanno battaglie ideologiche”.

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Messa da parte Romilia, Cazzola si dice disponibile ad un nuovo stadio nei pressi di Bentivoglio, come lo vuole il presidente del Bologna Calcio ed ex socio Renzo Menarini (“sarò felicissimo se lo stadio andrà fuori città). Ma ovviamente, dopo il no ricevuto da Palazzo Malvezzi sul suo progetto, la realizzazione “sarà subordinata alle decisioni della Provincia e dei comuni interessati”.

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