Berco. Sindacati spaccati. La Fiom Emilia-Romagna: “Abbiamo sbagliato”

6 ago. – Dopo le notizie di ieri su una possibile divisione sindacale nella vertenza Berco, oggi arriva la conferma di una profonda spaccatura – a livello nazionale – tra Fim-Cisl e Fiom-Cgil. Non solo, la Fiom ha con difficoltà recuperato una linea comune e unitaria, al costo però di rompere con la Cgil emiliano romagnola che invece apprezza l’accordo. La Cisl conferma invece il proprio sostegno all’intesa raggiunta nel week end mentre Bruno Papignani, numero uno delle tute blu Fiom-Cgil in Emilia-Romagna dice: “Nella drammaticità della situazione di Ferrara ci sono stati errori. L’azienda ha superato il coordinamento nazionale tra sindacati convocando un incontro locale che a questo punto sarebbe stato meglio non fare. Ora c’è il rischio di mettere lavoratori contro lavoratori“. Per Papignani la Fiom difficilmente firmerà un’intesa se non cambierà il testo dell’accordo.

Cos’è successo? Secondo la ricostruzione Fiom l’azienda ha prima rotto il tavolo nazionale di Roma, poi con un blitz ha convocato nottetempo un tavolo locale a Ferrara, e lì si è arrivati ad un accordo complessivo (ma solo con i sindacati locali) sacrificando lo stabilmento di Busano, in provincia di Torino. Da quì il ‘no’ della Fiom, arrivato però con un giorno e mezzo di ritardo e un coordinamento nazionale nel mezzo a cui ha partecipato anche Maurizio Landini.

Sulla presa di posizione della Cgil emiliano-romagnola, che ha dichiarato di apprezzare l’accordo ferrarese, Papignani commenta così: “Ci saranno state pressioni, o molte assenze. Non serviva proprio prendere posizione”. Il risultato, per il momento, è un’ipotesi di accordo data per già approvata e che ora non c’è più. La trattativa rischia di tornare alla casella di partenza: lettere di licenziamento per 500 persone senza nessuna mediazione o accordo.

 

Foto di Antonella Cardone

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