6 mar. – “Ci vuole equilibrio fra i grandi eventi come il concerto per Dalla e le piccole esperienze culturali coraggiose, come Bartleby”. Stefano Benni, oggi a Bologna per presentare un laboratorio teatrale che farà tappa qui, dice la sua sulla situazione culturale in città. “Su Grillo non chiedetemi nulla”, ha detto mettendo le mani avanti coi giornalisti che volevano intervistarlo sul suo rapporto con il leader dei 5 stelle.
Sul collettivo Bartleby, senza sede dopo lo sgombero dall’ex convento di Santa Marta, lo scrittore è particolarmente netto: “Non è vero che non c’è uno spazio, è una bugia”.
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Proprio ieri 35 docenti di Lettere hanno sottoscritto una lettera con cui chiedono ai collettivi che al momento occupano tre aule in facoltà di lasciarle immediatamente. Una presa di posizione respinta al mittente dagli attivisti di Bartleby, secondo cui non sono le occupazioni a sconvolgere le attività universitarie quanto le diverse riforme e decreti applicati negli ultimi anni.
Benni ferma le domande su Grillo, ma non rinuncia a un commento sulla campagna elettorale, secondo lui vinta da chi non è mai andato in tv. “I politici credono di avere imparato dei trucchi teatrali”, dice, ma in realtà in televisione “curano molto il look” e “si parlano uno sopra l’altro, una forma di disprezzo dello spettatore”. I comizi, che definisce “qualcosa di più reale”, dice di non averli seguiti e solo in questo momento cita “Beppe” [Grillo, ndr]: “E’ in vantaggio sugli altri perché è abituato a stare con un grande pubblico”. Poi, parlando in generale dei comizi, avverte: “Però si rischia che i decibel prendano il sopravvento, la tensione drammatica si raggiunge in altri modi”.
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Benni dichiara il silenzio stampa sulla politica per almeno due settimane, anche se sottolinea che per lui l’iniziativa che ha presentato questa mattina è un modo di fare politica culturale. Dalla settimana prossima porta a Bologna un laboratorio teatrale, sperando di replicare l’esito felice delle Beatrici, che da laboratorio è diventato uno spettacolo che ha girato i teatri italiani. L’obiettivo non cambia: scoprire dieci giovani attori e offrire loro la possibilità di confrontarsi col pubblico. In città il palcoscenico sarà per quattro martedì, a partire dal 5 marzo alle ore 21, le Scuderie di piazza Verdi. Un evento analogo si svolgerà a Roma. Il progetto, che coinvolgerà Paolo Rossi nella fase del laboratorio vero e proprio a ottobre, è completamente autofinanziato da Benni e dalle persone che ha coinvolto a titolo gratuito.

