9 mar. – Agli amministratori di condominio che intascano le spese condominiali si possono sequestrare i beni. E’ quello che hanno fatto diversi giudici civili di Bologna nei confronti di Massimo Mucedero e Maurizio Tozzi, due dei tre amministratori che nell’ultimo anno hanno truffato centinaia di cittadini intascando i soldi di bollette e spese condominiali. La misura serve a garantire un risarcimento agli inquilini ed è stata adottata prima ancora che cominci la causa. A sollecitarla sono stati gli avvocati di Federconsumatori Bologna, che assistono i cittadini nelle cause civili aperte condominio per condominio – 350 in tutto le querele.
Grazie al sequestro conservativo disposto nei confronti dei loro beni, Mucedero e Tozzi si ritrovano una casa e altri immobili di loro proprietà iscritti nel registro della Conservatoria alla voce “beni sequestrati”, quindi inutilizzabili. Il giudice potrà mettere mano a questi beni se, una volta terminata la causa, Mucedero e Tozzi rimarranno insolventi nei confronti di coloro che hanno truffato.
Nel caso di Sergio De Candia, invece, il primo degli amministratori denunciati a Bologna e ormai destinatario di centinaia di querele per appropriazione indebita, il sequestro non è stato concesso perché De Candia non aveva immobili utili alla causa. Tra le famiglie bolognesi truffate da De Candia, sette sono finite anche in causa con una banca e ora dovranno restituire 13 mila euro. La cifra che servirà a risarcire la banca per il fido (ma soprattutto per gli interessi maturati da quel fido) chiesto e aperto da De Candia a
nome del loro condominio, senza alcuna autorizzazione da parte dei condomini. La vicenda riguarda un condominio di via Emilia Ponente, dove abitano sette famiglie che si sono ritrovate con 8 mila euro di bollette dell’acqua arretrate mai pagate.

