7 ago. – Il 75enne Fabio Alberto Roversi Monaco, ex rettore dell’Università di Bologna, ex cda Bologna Fiere, Consorzio AlmaLaurea e Cassa di Risparmio di Bologna nonché attuale presidente di Banca Imi, torna dopo una pausa di 3 anni alla guida dell’Accademia delle belle arti di Bologna. “Rinuncerò a ogni compenso, come ho sempre fatto in passato quando ero Rettore dell’Alma Mater”, dichiara ai giornali. In contemporanea alla notizia della sua nomina, che diventerà effettiva da fine settembre, arriva però un’altra notizia, diffusa dal deputato del gruppo misto Marco Di Lello attraverso un’interrogazione. All’Accademia c’è un’indagine interna, aperta dall’attuale presidente Alessandro Fiumi, “per accadimenti relativi alla presentazione al ministro della terna all’interno della quale identificare la figura del nuovo presidente”.
Insomma, Fiumi, che aveva presentato la propria candidatura per un secondo mandato e non è rientrato nella terna ristretta di nomi (con Roversi, il direttore del settore Cultura del Comune di Bologna, Mauro Felicori, e lo storico dell’arte Andrea Emiliani) presentata alla ministra dell’istruzione Corazza, vuole accertare se le procedure siano state regolari e se gli aspiranti abbiano ricevuto lo stesso trattamento di fronte al Consiglio accademico. Il sospetto del presidente, maturato alla luce di alcuni resoconti che gli sono stati fatti sulla riunione del 23 luglio dell’organo, è che la sua candidatura “sia stata tenuta nella cartella”. Da chi? “Il direttore (Mauro Mazzali, già direttore con Roversi fino al 2010, ndr) avrebbe dovuto mettere sul tavolo quattro nomi, invece, testimonianze mi dicono che la mia candidatura non sia stata nemmeno discussa. E’ un’ipotesi, ma se fosse vera, vi sarebbe la lesione di un diritto”, spiega Fiumi.
L’inchiesta interna avviata da Fiumi (in carica fino al 30 settembre, quando è fissato l’ingresso ”in servizio” di Roversi Monaco) è ancora aperta, proprio perché il presidente attende di vedere tutte le carte che ha chiesto. Il presidente conferma anche che il ministro era al corrente dell’indagine interna. “Ora non vorrei che tutto tornasse come prima“, spiega Fiumi facendo riferimento ai bilanci della precedente gestione guidata dal ticket Roversi-Mazzali. L’attuale presidente ha spiegato di avere trovato al suo arrivo nel 2010 una situazione complicata dal punto di vista dei bilanci. Situazione dovuta, secondo Fiumi, a investimenti che poi non sono stati coperti come inizialmente previsto dai finanziamenti pubblici. “Ci abbiamo messo tre anni per rimettere tutto in sesto”.
In foto Roversi Monaco nel 2008.


