9 giu. –Ha fatto per 11 anni l’operaio alla catena di montaggio della Ducati Moto, per 25 anni il “pilone” in una squadra di rugby bolognese (sempre quella). Dopo queste certezze (costanti nel tempo), ha fatto scadere, a un esame alla laurea in giurisprudenza, l’iscrizione all’università, per dare vita, nel 1984, a una cooperativa editoriale che ha dato le stampe prima il giornale “Mongolfiera”, … Ce l’ha da sempre con i cosiddetti “poteri forti”, sarà per questo che utilizza con una certa frequenza una frase di Don Milani: “fare strada agli ultimi senza farsi strada”….
Così si presentava Valerio Monteventi nel sito del Consiglio Comunale: 55 anni, da sempre considerato il rappresentante dei “no global” in Comune, era entrato a Palazzo D’Accursio nel lontano 1993, subentrando a Beppe Ramina come primo dei non eletti nella lista dei Verdi Arcobaleno. Successivamente ha militato come indipendente nelle file di Rifondazione Comunista, partito da cui si è allontanato nel corso dell’ultima legislatura per dar vita assieme agli ex consiglieri D’Onofrio e Panzacchi a Bologna Città Libera.
Valerio Monteventi accetta il verdetto delle urne, anche se si dice amareggiato per lo scarso appoggio ricevuto in campagna elettorale dall’area dei centri sociali. Per quanto riguarda il ballottaggio non da indicazioni di voto ma dice che lui, personalmente, non è per il “tanto peggio tanto meglio” e comunque Alfredo Cazzola non lo voterà mai.

