Bcl ai candidati: “mostrate il 740 e il certificato penale”

Bologna citta’ libera chiede che tutti i candidati sindaco rendano note oltre alle fonti di finanziamento della campagna elettorale, anche i redditi dei candidati, le eventuali pendenze fiscali e quelle penali. “Essendo un garantista” – afferma il condidato del Bcl Valerio Monteventi – “ritengo che anche le persone che hanno avuto procedimenti e condanne che non tolgono loro i diritti civili possano candidarsi- ma e’ comunque importante che i cittadini sappiano, e’ una questione di trasparenza importante”.

Monteventi ha poi reso noti i suoi redditi, i fondi e le spese elettorali del Bcl e le sue passate vicende giudiziarie (antiche inchieste degli anni ’70 per le quali venne prima imprigionato e poi completamente prosciolto).

Ma il “colpo di scena” della giornata è stata la diffusione di una carta anonima trovata tre giorni fa sotto la porta dell’ufficio del consigliere comunale Serafino D’Onofrio. Si tratta della visura di un patteggiamento per evasione fiscale della primavera del 1999 a Torino. Undici mesi e 20 giorni di reclusione, piu’ multa di quattro milioni e 800 mila lire (con sospensione condizionale della pena). Reato estinto con ordinanza il 29 marzo 2008. Il protagonista di questa vicenda potrebbe essere uno dei tanti candidati sindaco in corsa a Bologna. Questa l’ipotesi lanciata dalla lista di Valerio Monteventi, che non fa nomi e, addirittura, mette le mani avanti sull’autenticità del documento: “puo’ anche darsi che sia una balla” – dice Serafino D’Onofrio – “Non abbiamo idea di chi sia, per questo riteniamo importante che i candidati facciano la stessa dichiarazione che ha fatto Valerio”.

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