Bartleby punta all’assegnazione perenne

16 giu. – Barlteby non si vuole spostare da via San Petronio Vecchio. Anzi: “Al massimo discutiamo di avere più spazio qui, utilizzando le altre stanze vuote di questo edificio“, dice Michele, attivista del centro sociale. Dopo tre occupazioni consecutive di uno stabile in via Capo di Lucca, il collettivo Bartleby ha ottenuto nel 2010 dall’Università la sede attuale. E non è disposto a lasciarla per nulla al mondo, anche se la convenzione con l’Ateneo scade a settembre e ad oggi sembra che l’Alma Mater non stia pensando di rinnovarla. Dal collettivo fanno sapere che non vogliono nemmeno sentire parlare di un “bando che scade dopo due anni” e fissano in alto l’asticella: “Parliamo di assegnazione perenne” dice sempre Michele.

Per evitare lo sfratto, il centro sociale ha deciso di muovere il mondo della cultura cittadino, promuovendo un appello che ha già raccolto 150 firme tra cui gli scrittori Valerio Evangelisti, Pino Cacucci, Carlo Lucarelli, Stefano Tassinari, il collettivo Wu Ming, Gianni Celati, i sindacalisti Bruno Papignani (Fiom), Sandra Soster (Flc-Cgil), Alessio Festi (Slc-Cgil) e Bruno Pizzica (Spi-Cgil), la coordinatrice provinciale di Sel Cathy La Torre.

L’Ateneo deve capire che siamo una ricchezza per l’alma Mater – dice Michele – altrimenti si mette da sola contro una città che vuole cambiare“. Tra l’altro, aggiungono gli attivisti di Bartleby, “non è vero che questo spazio deve essere trasformato in aule. Il cantiere non comincia prima del 2013 e in ogni caso questa parte dell’edificio non deve essere cantierizzata. Ce l’hanno confermato anche i tecnici dell’Università“.

Il prorettore agli studenti, Roberto Nicoletti, fa sapere che Bartleby non avrà vie preferenziali. Bartleby “aveva un contratto di comodato che durava due anni e che scade a settembre. lo sapevano benissimo” ha detto Nicoletti all’Ansa.

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