27 giu. – Gli studenti rispondono con raccomandata con ricevuta di ritorno. I quattro accusati dall’Alma Mater, che aveva inviato delle lettere minacciando sanzioni disciplinari per i danni dovuti all’occupazione, rispondono oggi con delle memorie scritte redatte insieme agli avvocati. Secondo Michele, il portavoce del collettivo Bartleby che occupa lo stabile dell’Università in via Capo di Lucca, «L’Ateneo non ha nessuna carta per avviare alcun provvedimento disciplinare, perché ci contestano qualcosa che non è stato provato».
A sostegno degli occupanti, 81 persone tra docenti ordinari, a contratto e ricercatori hanno firmato un documento, in cui sostengono che le minacciate sanzioni disciplinari (tra cui la sospensione per un anno dall’attività accademica) sono sproporzionate rispetto ai fatti. Inoltre, connotano le attività di Bartleby come esperienze di «aggregazione e di produzione di sapere ampie e variegate». Il documento entra nel merito dei lavori per la rete digitale Lepida, che secondo l’Ateneo sono stati interrotti causando danni ingenti: «Non ci risulta che gli studenti si siano opposti al normale svolgimento dei lavori previsti nello spazio: è stata anche mandata una lettera indirizzata al rettorato in cui si evidenzia la piena disponibilità a non ostacolare in alcun modo i lavori medesimi».

