20 giu. – Lepida fa i conti e li spedisce all’università. La società della Regione Emilia-Romagna, che si occupa di collegare le pubbliche amministrazioni in fibra ottica, ha scritto una lettera all’Alma Mater per denunciare danni per 230mila euro come riflesso all’occupazione dello stabile di via Capo di Lucca da parte di Bartleby. Nell’edificio è ospitato uno dei dieci nodi nevralgici della rete digitale. Del computo dei danni fanno parte i maggiori costi dovuti all’affido a ditte esterne dei servizi di collegamento, le penali da pagare alla società che allestisce la rete, il blocco dei cantieri stradali, i mancati risparmi per le amministrazioni.
Lepida chiede una protezione adeguata dello stabile in termini di sicurezza degli accessi e di tutela delle postazioni tecnologiche. “L’università non potrà farsi carico dei costi” ha detto la prorettrice agli studenti Paola Monari, di conseguenza l’ateneo “sarà costretto a portare avanti tutti i provvedimenti a tutela del bene pubblico”.
Due raccomandate firmate proprio da Monari sono state ricevute ieri da due studenti occupanti, ha raccontato il portavoce di Bartleby, Michele. Rischiano provvedimenti disciplinari, dal blocco degli esami fino alla sospensione dall’università per un anno. Hanno dieci giorni di tempo per rispondere. “Ci teniamo che i lavori vengano fatti quanto prima” – ha detto Michele, che ha raccontato come due settimane fa gli operai siano entrati nell’edificio con il benestare degli studenti.
