Bologna, 5 lug. – In dieci anni, a Bologna sono “più che triplicati” gli alloggi precari come baracche, roulotte o cantine abitate. Lo rileva un focus realizzato dal settore Statistica del Comune, che prende in esame i dati del Censimento effettuato nel 2011.
Per quanto riguarda le sistemazioni di fortuna, “pur in presenza di numerosità piuttosto contenute- si legge nel report- è opportuno sottolineare il loro aumento tra il 2001 e il 2011”: gli alloggi precari, infatti, “risultano raddoppiati a livello provinciale (794 in complesso) e più che triplicati nel solo comune di Bologna (394)”. Una tendenza in linea con il dato nazionale: da quota 23.000 si è passati a 54.000 nel 2011.
Tra gli altri aspetti affrontati dall’indagine, si segnala che sotto le Due torri le abitazioni occupate da una sola persona costituiscono (sempre nel 2011) ben il 42% del totale, mentre lo stesso dato per i Comuni dell’hinterland si ferma al 31%. Inoltre, più della metà delle abitazioni occupate in città è al di sotto degli 80 metri quadrati, mentre in provincia questa quota si ferma al 37% e la tipologia dimensionale predominante è quella tra gli 80 e i 119 metri quadrati. Nel capoluogo “non si evidenziano grandi cambiamenti” rispetto al dato 2001, mentre nel resto della provincia “si osserva nel decennio- si legge nel report- una diminuzione percentuale delle abitazioni della classe 80-119 metri quadrati a vantaggio delle altre tipologie”.
Proseguendo, il settore Statistica di Palazzo D’Accursio spiega che a Bologna oltre la metà (51%) delle famiglie residenti ha a disposizione almeno quattro stanze, contro il 53% registrato nel 2001. In aumento anche l’incidenza delle famiglie che hanno a disposizione solo mono o bilocali: era il 16% nel 2001 e diventa il 20% nel 2011.Nel resto della provincia, invece, le famiglie la cui abitazione è costituita da più di tre stanze sono pari nel 2011 al 60% del totale, contro il 65% nel 2001. Un altro dato, poi, segnala che in città il 62% delle famiglie possiede l’abitazione in cui dimora abitualmente. Infine, le coabitazioni: “Oggi e” sicuramente più facile che in passato trovare nuclei familiari diversi, magari costituiti da un’unica persona- scrive il settore Statistica- che condividono un appartamento per suddividerne le spese: si pensi ad esempio agli stranieri o alle cosiddette badanti, un fenomeno cresciuto proprio negli ultimi anni”. Secondo questa tendenza, la percentuale di famiglie in coabitazione si attesta al 9,5% a Bologna città, mentre nei Comuni dell’hinterland ci si ferma al 3,4% (Dire).

