Bologna, 10 nov. – Il 2014 è stato un anno difficile per l’economia dell’Emilia Romagna. A confermarlo sono i nuovi dati della Banca d’Italia: il primo semestre è stato ancora contrassegnato da un calo dell’attività economica, gli investimenti sono rimasti in una fase di stallo, continuano a calare le vendite, mentre il tasso di disoccupazione, per quanto salito a ritmi più lenti rispetto alle precedenti rilevazioni, ha toccato il record storico dell’8,7%.
Eppure c’è qualche segnale che fa sperare verso un’inversione di tendenza. Nei prossimi sei mesi, infatti, le imprese, soprattutto quelle che lavorano con l’estero, prevedono un miglioramento degli ordini, mentre le banche, che già stanno registrando una leggera flessione dei nuovi flussi di sofferenze, si aspettano un aumento della domanda di finanziamenti. “I dati dicono che la restrizione creditizia è cessata. Vedremo nei prossimi mesi se sarà effettivamente così”, osserva Francesco Trimarchi, direttore delle sede regionale di Bankitalia.
Certo, ci sono importanti comparti dell’economia ancora in forte crisi. “Perdura il calo nel settore delle costruzioni- conferma Trimarchi- il quadro degli investimenti è ancora incerto, anche se la flessione nel corso dell’anno forse si è arrestata. Certo non si sono realizzate le aspettative raccolte nella primavera di quest’anno di una ripresa degli investimenti anche nell’anno in corso. La ripresa è spostata al 2015“.
Sarà ancora una volta l’export a trainare il sistema produttivo regionale fuori dal tunnel. Già nel primo semestre del 2014, l’Emilia-Romagna ha fatto segnare una incremento delle vendite all’estero nettamente superiore alla media italiana: +4,5% contro l”1,3%. Un trend che nelle previsioni di Bankitalia dovrebbe proseguire, visto che tra le imprese esportatrici e dei servizi intervistate dopo l’estate, il 43% prevede un aumento degli ordinativi. “Il forte orientamento alle esportazioni ha sostenuto l’attività economica nel momento peggiore della crisi ed è quello che in qualche momento sta dando qualche prospettiva di ripresa. Quindi è possibile che per l’Emilia-Romagna ci possa essere un andamento futuro migliore che per il resto del Paese”, afferma Trimarchi.
Intanto al congresso di Legacoop Bologna, in corso oggi per eleggere la nuova presidente Rita Ghedini, arriva un proposta: un fondo per ammortizzatori sociali pensati per sostenere i lavoratori delle cooperative colpite dalla crisi. Per ora è solo un’idea, conferma Ghedini, che Legacoop Bologna vorrebbe portare alla discussione con altre organizzazioni cooperative e poi al tavolo del Governo. L’idea, in particolare sarebbe quella di partire con l’edilizia.


