27 giu. – Il dodicesimo disco in studio della Bandabardò si intitola L’improbabile: è stato presentato alla Feltrinelli di Porta Ravegnana la scorsa settimana e la band è attesa questa sera al BOtanique, ma si è parlato molto del fatto che i fiorentini abbiano firmato per una major, in questo caso la Warner: “Ha avuto tanto clamore questa cosa, ma in realtà anche il secondo e il terzo disco erano sotto BMG Ariola, una multinazionale a capitale tedesco”, ci ha raccontato al telefono Enrico “Erriquez” Greppi, voce e chitarra della band. “Come se avessimo firmato per la Monsanto e la Shell… Come se avessimo perso la nostra indipendenza“, un concetto che sta a cuore ai musicisti che hanno superato i vent’anni di carriera. Da quello che Erriquez ci ha detto, la band ha avuto totale controllo del suo lavoro, dal master alla strategia di promozione, fino al prezzo di vendita. Quelle relative a questa firma, quindi, “sono prese di posizione romantiche“, ha chiosato il nostro ospite.
Gli improbabili, sottolinea Erriquez, “è un disco Bandabardò al 100%“: il suono del gruppo toscano è riconoscibilissimo, ma c’è la volontà di ampliare la tavolozza. Ecco quindi theremin, ukulele, cori femminili e un’ampliamento delle ritmiche che si trovano del disco. “Il luogo dove lo registriamo è fondamentale”, ha aggiunto Greppi: e in questo caso il lavoro è stato svolto nel casale di Jacopo Fo, “posto meraviglioso, un agriturismo che brilla per creatività: ti giri e c’è Stefano Benni che beve un bicchere di rosso, poi vedi Dario Fo, insomma… Siamo convinti che la creatività di un posto ti si appiccichi addosso.” E questo clima magico non deve avere fatto bene solo alla musica, ma anche agli animi: “È la prima volta, dodicesimo disco in studio, che otto toscani non polemizzano”. In attesa di vederli dal vivo questa sera, ecco la chiacchierata con Erriquez che potrete ascoltare di nuovo oggi pomeriggio a Maps.


