Regione. Balzani rivoluzionario: “Come Robespierre e Danton”

Bologna, 21 ago. – “La dignità dell’Emilia Romagna esige responsabilità e autodeterminazione”. Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì, è l’unico concorrente realmente in campo alle primarie del centro sinistra del 28 settembre prossimo per la scelta del leader della coalizione. Primarie che, è bene ripeterlo, pur essendo di coalizione sembrano sempre di più una questione tutta interna ai democratici. Oltre a Balzani, infatti, più o meno in corsa ci sono Daniele Manca e Patrizio Bianchi.

Balzani, da sempre molto critico con l’ex governatore Vasco Errani, in queste settimane di stallo in attesa che Stefano Bonaccini decida cosa fare (se partecipare alle primarie o restare a Roma a curare l’organizzazione del partito), non ha perso occasione per criticare più volte i suoi. Di solito con post pubblicati quotidianamente sulla propria bacheca Facebook. Oggi il professore di storia romagnolo ha usato una metafora che richiama proprio il suo campo di studio: “A me pare che il dibattito, fin ad ora, sia stato di tipo oligarchico, cioè limitato alla sfera degli “aristocratici” che costituiscono l’élite dei “pretendenti a trono”: ci sono il Duca di Orleans, il principino di Borbone, il Duca di Chambord… Tutti titolatissimi e appoggiatissimi, che competono perché figli del sistema (tocca a me: ho i quattro quarti di nobiltà del partito! – pare dicano così, nelle segrete stanze delle Tuileries)”.

“A me piacerebbe rappresentare quelli dell’altra parte- scrive Balzani, proseguendo in metafora-, i Robespierre e i Danton, senza la loro violenza, ma, per contro, con un tocco di ironia. Impossibile? Forse. Si finisce male? Forse. Ma perché fare politica, altrimenti?” si chiede l’ex sindaco di Forlì che piace molto all’ex grillino Giovanni Favia (il quale sta lavorando ad una sua lista autonoma).

Ed è forse con la stessa ironia e lo stesso piglio del rivoluzionario che mentre il partito democratico dell’Emilia Romagna, e non solo, il prossimo 27 agosto sarà al Parco Nord per l’inaugurazione della festa nazionale de l’Unità Balzani sarà invece a pochi chilometri, nella sua Forlì, per la costituzione ufficiale del Comitato Forlì per Balzani. Un caso? Difficile crederlo, anche se lui lo sostiene: “Sono una candidatura atipica ma che viene dal Partito Democratico, non mi considero estraneo a questa storia”.

Intanto con una nota, l’ex segretario del Pd ed ex presidente della Regione, Pierluigi Bersani, ha smentito le voci diffuse dai giornali, e che avevano fatto strepitare sia i sostenitori di Balzani che lo stesso Bianchi, circa un accordo attorno al nome di Daniele Manca. “Vedo che si continua a parlare, nonostante le reiterate smentite, di un ‘patto’, per di più ‘segreto’, a cui avrei partecipato a proposito della candidatura a Presidente dell’Emilia-Romagna- scrive Bersani-. Questo non è accettabile. Non esiste, lo ripeto ancora, nessun patto e non esiste nessun segreto“. Secondo alcuni commentatori, il patto tra Bersani,Errani e Matteo Renzi, consisterebbe in uno scambio: la “ditta” (Bersani-Errani, ndr) chiederebbe il sostegno di Renzi sul nome di Manca in cambio di un pieno appoggio della sinistra del partito alle riforme proposte dal Governo a Roma. “So di non avere titolo alcuno per decidere alcunché in questa materia- prosegue l’ex segretario-. Penso invece di avere qualche titolo per esprimere un parere o dare un consiglio, se me li si chiede. Tutto qui. Quanto alle decisioni da prendere il Pd dell’Emilia-Romagna e Renzi faranno certamente per il meglio e non senza la mia solidarietà”.

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