La foto è tratta dal profilo Facebook di Raffaele Persiano e immortala la festa a Molinella.
Bologna, 9 giu. – Molinella, Fidenza e Sassuolo, non dimenticando Modena. Nonostante il netto calo di elettori che sono recati alle urne, tutti i comuni emiliano romagnoli indicati da Stefano Bonaccini come obiettivi su cui puntare da ieri sono governati dal Partito Democratico. Un successo per il segretario regionale e responsabile nazionale degli enti locali che comunque nasconde qualche ombra.
Il Pd e il centro sinistra, oltre a Modena, dove Gian Carlo Muzzarelli è riuscito a scongiurare l’effetto Parma (nel 2012 in testa dopo il primo turno era il candidato Pd Vincenzo Bernazzoli, ma al secondo turno vinse il grillino Federico Pizzarotti), sono riusciti ad imporsi anche a Molinella, storica roccaforte socialdemocratica, da anni in mano al centro destra. Dario Mantovani, candidato del solo Pd, ha battuto Lorenzo Catozzi, candidato delle liste civiche del centro destra. Mantovani ha rastrellato il 55.48% dei voti, contro il 44.52% di Catozzi. Ma è nei numeri dei voti validi che si misura il vero successo del Pd nel comune della bassa bolognese: tra primo e secondo turno, Mantovani ha raccolto 623 voti in più rispetto al primo turno (4.187 a fronte dei 3.564), mentre Catozzi ne ha persi 304.
Successo del Pd anche a Fidenza nel Parmense. Qui Andrea Massari ha raccolto il 68.58% staccando nettamente la candidata del centro destra Francesca Gambarini che, nonostante tra primo e secondo turno abbia raccolto più consensi, non è riuscita a colmare il divario con il centro sinistra, che pur perdendo voti con il calo dell’affluenza, non ha subito un crollo.
A Sassuolo, la cittadina della ceramica che 5 anni fa fu persa dal centro sinistra e da allora governata da una giunta di destra, Claudio Pistoni, sostenuto da Pd, Sel e da due liste civiche, è riuscito a battere Luca Caselli, sindaco uscente. L’affermazione è stata netta: 58.20% per Pistoni, 41.80% per Caselli. La crescita di voti di Caselli tra primo e secondo turno (+ 233) unita al calo di consensi di Pistoni (206 voti) non hanno inciso sull’esito finale, che già dal 25 maggio aveva dimostrato come l’aria nella città modenese era cambiata.
Inoltre il Pd festeggia a Correggio nel Reggiano (dove Ilenia Malavasi ha superato in scioltezza il 70%), a Lugo in provincia di Ravenna (Davide Ranalli ha preso il 59.72%) e a Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena (Filippo Giovannini che ha preso il 51.57% superando il candidato del centro destra Rodolfo Baldacci di appena 205 voti).
Le note dolenti per il Pd, al di là della differenza vistosa di voti incassati tra il primo turno e il secondo, sono a Vignola, nel Modenese, e a Riccione nel Riminese. Nella città della ciliegia, il civico Mauro Smeraldi ha battuto il candidato democratico Giancarlo Gasparini, 50.78% a 49.22%. In termini di voti, il distacco è stato di appena 147 voti. A far riflettere i democratici però sarà lo scarto tra il primo turno e il ballottaggio: mentre Smeraldi guadagnava 513 voti, Gasparini ne perdeva 1.005. Forse troppi per non farsi più di una domanda. Discorso simile nella cittadina romagnola: qui la destra di Renata Tosi si è imposta con il 53,39% su Fabio Ubaldi del centro sinistra. In termini assoluti, il divario tra i due è stato di 1.104 voti. Anche in questo caso a saltare agli occhi è lo scarto tra il primo turno e il ballottaggio: dopo il 25 maggio Ubaldi ha perso 1.262 voti, mentre Tosi ne ha guadagnati 1.875.


