11 giu. – L’autopsia sul corpo di Silvano Azzolini ha scoperto che l’uomo è morto il giorno stesso in cui è stato rapito per un’emorragia cerebrale molto estesa, causata da un trauma; ha sofferto per ore. L’operatore finanziario era stato sequestrato la mattina del primo giugno a Villanova di Castenaso e il suo cadavere era stato trovato appena tre giorni dopo in un bosco dell’Appennino forlivese. Sul cuoio capelluto sono state riscontrate 5-6 contusioni. Dall’esame esterno del corpo fatto ieri erano già emersi traumi al capo e al volto. Azzolini, diabetico e cardiopatico, era stato ammanettato a una sedia e picchiato dai suoi rapitori che volevano farsi indicare un presunto tesoro di cui gli inquirenti finora non hanno trovato traccia. Durante il pestaggio l’uomo si è sentito male e gli hanno dato alcune pastiglie per il cuore; poi l’hanno sdraiato su un materasso, lo stesso che hanno usato per portarlo, ormai morto, nel bosco.
Ora l’accusa nei confronti dei 4 arrestati – due cittadini moldavi e due italiani – diventa di omicidio.

