Avvocato di Strada: “Pronti al ricorso contro il piano casa”

Bologna, 12 giu. – L’associazione Avvocato di Strada pronta al ricorso contro il Piano Casa del governo Renzi. Dopo le prime critiche all’art. 5 che nega la residenza agli occupanti abusivi, l’associazione aveva richiesto che venisse utilizzo l’espediente della “via senza nome”, utilizzata per i senza tetto, per non privare gli occupanti dei diritti derivanti dalla residenza: dalla scuola per i bambini alla salute, al lavoro.

Così però non è stato. “Qua­ran­ta­due famiglie che occu­pano un palazzo ex Asl in piazza Atti­lio Pecile a Roma” spiega l’associazione in un comunicato, “si sono visti rifiu­tare la resi­denza anagrafica dal Comune perché ‘l’edificio non rive­ste i requi­siti di civile abi­ta­zione ed è oggetto di pro­ce­di­mento penale per occu­pa­zione abu­siva'”.

>”Adesso non sarà di certo più facile mandare via queste persone dall’edificio” dichiara Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione nazionale Avvocato di strada, ma anche consigliere regionale del Pd, che prosegue: “In compenso gli si impedirà di potersi curare, di poter votare, di poter avere accesso all’assistenza sociale, di poter ottenere dei documenti, di iscrivere i figli a scuola. La stesa cosa succederà in tutta Italia a decine di migliaia di persone già in difficoltà che vedranno la propria già non facile situazione peggiorare ulteriormente. E’ così che il Governo intende fare qualcosa per i poveri?” si chiede il consigliere.

L’Associazione Avvocato di strada annuncia quindi che si occuperà della tutela dei diritti delle famiglie che vorranno intentare un ricorso contro quello che viene definito un “abuso”. “Poiché vengono lesi diritti costituzionalmente garantiti”, spiega  Mumolo, “il ricorso conterrà una eccezione di costituzionalità dell’art. 5 del Decreto Lupi, nella parte in cui impedisce di concedere la residenza a coloro che occupano un immobile”.

“Tante famiglie – sottolinea Mumolo – occupano uno stabile solo perché sono rimaste senza lavoro e altrimenti finirebbero in strada e perderebbero i figli. Se hanno occupato illegalmente uno stabile si seguano le procedure e li si sfratti, ma non si può decidere di negare per decreto un diritto soggettivo importantissimo come quello della residenza anagrafica. Anche perché la residenza non comporta alcun diritto in più rispetto all’immobile e una procedura di sfratto o sgombero può colpire indifferentemente chi occupa, chi è moroso rispetto all’affitto o chi non paga il mutuo”.

“Il Piano casa viola la Costituzione in più punti e ottiene un effetto paradossale. Con questo Piano il governo intendeva ‘far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi’ e invece rischia di aggravare la situazione di queste stesse famiglie, che con il diritto alla residenza anagrafica vedranno scomparire gli ultimi legami che hanno con la società e le ultime possibilità di tornare ad una vita comune”.

 

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