Avvocatessa ruba ai senza tetto. “Mi vergogno tanto e chiedo scusa”

Avvocatessa ruba ai senza tetto. "Mi vergogno tanto e chiedo scusa"Rimini, 24 gen- “Lidia Gabellini non è un mostro, come è stata invece dipinta dai media. E’ una ragazza fragilissima con problemi di natura psichiatrica“. Così l’avvocato Alessandro Petrillo, al termine dell’interrogatorio di Lidia Gabellini, l’avvocato di 38 anni, arrestata ieri dai carabinieri per peculato. Per aver, cioè, in qualità di amministratore di sostegno, rubato denaro a chi le veniva affidato per tutela dal tribunale, tra cui il clochard a cui nel 2008 venne dato fuoco sulla panchina su cui dormiva. La cifra contestata a Gabellini è di 205.000 euro e ora, al clochard che rischia di finire nuovamente in strada, pare ci voglia pensare la famiglia dell’avvocato.

“La famiglia Gabellini – continua Petrillo – ha intenzione di provvedere al rimborso integrale di quanto sottratto“. In tre ore di interrogatorio davanti al pubblico ministero Davide Ercolani, la giovane si è sciolta più volte in lacrime, ha chiesto scusa a tutti, senza saper dare una spiegazione chiara sul perché in 22 mesi ha prosciugato i conti correnti dei suoi assistiti. Secondo quanto raccontato agli inquirenti, la giovane professionista fingeva di vincere le cause e poi risarciva di tasca propria (ma usando i soldi di chi le veniva affidato dal tribunale) i suoi clienti. “Mi vergogno tanto e chiedo scusa”, avrebbe detto mostrandosi collaborativa. Pare infatti che al pm Gabellini abbia ammesso altri due episodi (per circa 40.000 euro) che sommati a quello del clochard e alla tutela di un giovane invalido, portano a 4 i casi di irregolarità nelle pratiche affidatele dal Tribunale. Stando alla difesa, che ha ventilato anche la possibilità di richiedere una perizia psichiatrica e che ha chiesto i domiciliari, la giovane almeno da tre anni soffre di disturbi, probabilmente legati a una depressione post parto.(ANSA).

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