23 ago. – Un altro caso di aviaria è stato registrato in Emilia Romagna: si tratta di un allevamento di tacchini in provincia di Ferrara. A Portomaggiore, a pochi chilometri, saranno 18 mila gli animali che dovranno essere abbattuti. Il “conto delle vittime” di questa epidemia del virus del tipo H7, innocuo per gli umani (come ripetono da giorni le autorità politiche e sanitarie regionali), sale quindi a 726 mila unità di volatili, in larghissima parte galline avaiole. Ad essere colpiti in precedenza erano stati due allevamenti del gruppo Eurovo, il primo a Ostellato (Fe), il secondo a Mordano (Bo). L’allevamento di tacchini in cui era stata segnalata una moria anomala di animali, non fa parte dello stesso gruppo industriale.
Ad oggi, il danno complessivo stimato, per quanto riguarda solo gli animali abbattuti, è di oltre 5 milioni di euro. A questi andranno aggiunti i mancati introiti delle uova, dei mangimi che andranno distrutti, i costi di abbattimento e smaltimento degli animali. Il valore della produzione del comparto avicolo in Emilia Romagna, nel 2012, secondo i calcoli dell’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni, è stato di oltre 600 milioni di euro. “Il danno economico è notevole” dice Rabboni che oggi ha tenuto un vertice con le realtà del settore per fare il punto della situazione.
Le procedure per la lotta all’epidemia messe in campo dalla Regione, di concerto con il Ministero, lunedì dovranno ricevere l’avvallo di Bruxelles. Intanto, Regione e Ausl, hanno predisposto una serie di domande e risposte sull’influenza aviaria: dalla pericolosità per l’uomo a come evitare il contagio delle galline di casa.
Intanto dai Verdi arriva un appello alla Regione: risarcisca solo gli allevamenti in regola con le direttive europee sul benessere degli animali. La nota è firmata da Sauro Turroni, co-coordinatore regionale dei Verdi. La risposta di Rabboni è netta: “Gli uffici sanitari ci dicono che è tutto a posto”.

