27 ago. – I Verdi dell’Emilia-Romagna, in una nota dei co-coordinatori ed ex parlamentari Sauro Turroni e Paolo Galletti, sostengono che sull’influenza aviaria ”la regione nel 2013 ha ridotto i controlli nonostante i numerosi focolai degli ultimi anni. La causa potrebbe essere la riduzione delle spese per le Asl oppure un cedimento alle pressioni degli allevatori”.
Le direttive regionali ai servizi veterinari Asl, prosegue la nota, ”hanno via via portato alla riduzione degli interventi programmati dapprima sopprimendo la sorveglianza nella popolazione avicola rurale quando questa, vivendo all’aperto e spesso commensale dei volatili selvatici, rappresenta una sentinella dello stato di salute di un territorio nei confronti del virus”. Nel 2013 ha ridotto ”ulteriormente il numero dei campioni previsti” o prevedendo analisi ”maggiormente dilazionate nel tempo (il controllo per le galline ovaiole è passato da trimestrale a quadrimestrale). La Regione ha escluso dai controlli tutto il pollame da macello e sono milioni di capi: si tratta dei polli (broiler) che tutti mangiano e che non vengono mai controllati. Lo stesso accade per i cosiddetti galletti, macellati con età inferiore ai 28 gg, e le quaglie.
Sui capannoni, a volte con 500mila polli, si fa un controllo a campione su 10 animali per capannone, con un massimo di 20 campioni per allevamento: un’azione di prevenzione a campione statisticamente insignificante. Le galline ovaiole vengono controllate ogni 4 mesi, anch’esse con 10 campioni per capannone con un massimo di 20 campioni per allevamento”. Per Turroni e Galletti, che criticano i grandi allevamenti, ”ridurre i controlli appare una scelta del tutto irresponsabile” e ”i tentativi di rassicurare i cittadini sulla inesistenza di pericoli, le pressioni nei confronti dell’Europa e del ministero perché vengano ridotte o eliminate le misure di sicurezza scattate, pur essendo comprensibili, non fanno un buon servizio”.

