29 ago. – “Le galline ovaiole vivono in spazi più piccoli di un foglio A4″. Lo dice Sauro Turroni, co-coordinatore regionale dei Verdi, che accusa la Regione di avere più a cuore gli interessi degli allevatori che non quelli dei consumatori. Secondo l’esponente verde, l’epidemia di influenza aviaria scoppiata qualche settimana fa in Emilia Romagna era “annunciata”. Troppo pochi i controlli che la Regione impone negli allevamenti: “Solo 20 controlli per capannone. Ma in un capannone ci sono fino a 500 mila animali” dice Turroni che ricorda come l’Italia sia sottoposta a procedura di infrazione dall’Unione Europea per non aver adeguato gli allevamenti alle disposizioni impartite da Bruxelles.
“Siamo in linea con le direttive europee” dice Gabriele Squintani, responsabile del Servizio veterinario e di igiene degli alimenti dell’assessorato regionale alla Sanità. Ai Verdi, Squintani risponde così: “Lanciando anatemi tutti i giorni qualcuno prima o poi ci prende”. Sul fronte della prevenzione, Squintani ci ha spiegato cosa preveda il protocollo regionale per la profilassi: esami su campioni di sangue e su tamponi salivari, fino a 20 per capannone.
Sul fronte occupazionale, i sindacati sono preoccupati e chiedono al Governo di predisporre strumenti straordinari per sostenere i lavoratori. Su circa 6 mila addetti in regione nel comparto avicolo, al momento i lavoratori impiegati negli stabilimenti coinvolti son intorno alle 160 unità. Si tratta di lavoratori in larga parte stagionali, e in maggioranza stranieri, sui quali lo stop dovuto all’epidemia potrà avere forti ripercussioni in busta paga. Per questo Ivano Gualerzi della Flai Cgil, insieme alle altre sigle, ha chiesto un incontro alla Regione.
Qua sotto trovate il podcast dell’AngoloB dedicato all’epidemia di influenza aviaria dopo il quarto caso registrato a Mordano.
La foto è di Essere Animali

