Aveva tentato suicidio contro le nozze forzate: tolta ai genitori

29 lug. – Quando uscirà dall’ospedale la sedicenne di origini pachistane che aveva bevuto l‘acido muriatico per opporsi ad un matrimonio combinato non tonerà a casa. Il Tribunale dei minori ha deciso che verrà affidata ad una struttura protetta. dove potrà vedere i suoi familiari solo uno alla volta e alla presenza di un mediatore culturale.

I giudici hanno anche aperto un’istruttoria sul fratellino di 13 anni, per accertare la sua situazione familiare.

Ora la giove è ancora ricoverata al Sant’Orsola e le sue dimissioni non sono previste a breve, perché a seguito delle ustioni interne il percorso di recupero sarà lungo. I genitori intanto negano di aver imposto il fidanzamento, iniziato due anni fa, e sostengono che la ragazza voglia davvero sposare il suo “fidanzato ufficiale”.

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